Urbanistica, il gruppo Pdl: "Per bloccare gli scempi, gli spot' sono oltre che inutili dannosi. Renzi eserciti le sue prerogative"
Questa la dichiarazione firmata dai consiglieri del gruppo Pdl a seguito della riunione di questa mattina della commissione consiliare urbanistica.
“Dalla commissione di questa mattina è emersa la volontà della giunta e del sindaco Matteo Renzi di portare al voto nel consiglio di lunedì prossimo la delibera che fissa le nuove norme tecniche attuative in materia di regolamento edilizio. Se passasse così come è stata scritta, la delibera avrebbe l’effetto di bloccare almeno 36 progetti già presentati e non ancora autorizzati che ricadono nella tipologia inquadrata dalle norme. Chiediamo al sindaco di fermarsi e, prima di portarla al voto, consentire ai consiglieri comunali che compongono la commissione - di maggioranza e di opposizione - di esaminare nel dettaglio tutti i progetti. Questo perché, se è vero che esistono casi come l’immobile di viale Guidoni, per cui stando alle informazioni fornite dagli uffici tecnici esistono motivi per la non approvazione, è altrettanto vero che non ci è possibile dire lo stesso per tutti i progetti, che ad oggi non conosciamo. Emanare queste norme, e renderle retroattive come la giunta vorrebbe, metterebbe l’amministrazione a rischio di dover affrontare una valanga di ricorsi, col concreto rischio di danni per le casse comunali. Renzi – che detiene tuttora la delega all’urbanistica – eserciti i suoi poteri dando il diniego ai progetti che presentano inadeguatezze e il rischio di irregolarità, ma non blocchi tutti indiscriminatamente: così si delega la materia urbanistica ai tribunali invece di attuare una politica condivisa con il consiglio comunale.
Ci auguriamo che, per una volta, il sindaco Renzi rinunci a uno dei suoi tanti ‘spot’, per intraprendere invece un corretto cammino amministrativo che sia in grado, da un lato, di fermare gli scempi, dall’altro di non danneggiare imprese che hanno le carte in regola né mettere a rischio i soldi dei fiorentini per effetto dei ricorsi”. (fdr)