Restauri: di nuovo visibili gli affreschi del Poccetti nella cappella del Giambologna in Santissima Annunziata

Tornano visibili gli affreschi della cupola della Cappella del Soccorso o del Giambologna, situata nella Tribuna della basilica della Santissima Annunziata: grazie a un lavoro di restauro durato più di un anno, è stato possibile recuperare le pitture murali di Bernardino Poccetti raffiguranti il Paradiso, che a prima vista, a causa dell’umidità e dello sporco, sembravano perdute. Insieme agli affreschi, sono stati recuperati anche i pennacchi e le cornici in pietra serena di quella che è sicuramente la cappella di maggior pregio tra tutte quelle presenti nella Tribuna, trasformata dal Giambologna nel 1594/98 per destinarla a tomba propria e degli artisti fiamminghi che operavano a Firenze.
I lavori di restauro sono stati presentati alla presenza, tra gli altri, della soprintendente al polo museale Cristina Acidini e dell’assessore Massimo Mattei, da cui da qualche mese dipende tecnicamente l’ufficio di belle arti del Comune che ha curato l’intervento.
La cappella ospita sculture e bassorilievi in marmo, stucco e bronzo dello stesso Giambologna, del Francavilla e del Tacca, e dipinti su tela di Ligozzi, Passignano e Paggi: la tavola posta sull’ altare è attribuita a Bernardo Daddi e raffigura la ‘Madonna del Soccorso’. La cupola e i pennacchi sono appunto del Poccetti e gli elementi architettonici in pietra serena racchiudono in modo armonico e completano tutto il contesto decorativo.
Lo stato di conservazione della cappella era estremamente precario, soprattutto a causa dei consistente strati di polvere, nerofumo e depositi vari. L’aspetto originario della composizione architettonica, scultorea e decorativa aveva subito notevoli e diffuse alterazioni cromatiche. Evidenti erano anche i danni apportati da infiltrazioni di umidità e erano presenti numerose fessurazioni e dissesti dei marmi.
Il restauro è iniziato nel giugno 2008 e si è concluso nell’ottobre scorso. I lavori sono stati effettuati sulla base di un progetto complessivo predisposto per l’intera Cappella e promosso dall’allora soprintendente per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Firenze Prato e Pistoia Bruno Santi, con finanziamenti elargiti al Convento da un lascito testamentario privato, e poi con un successivo finanziamento dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze, per un totale di 130 mila euro.
Il restauro degli affreschi della cupola è stato una vera scoperta in quanto, guardando dal basso, le pitture sembravano quasi completamente perdute a causa delle vecchie infiltrazioni di umidità dalle coperture. Una grande macchia disomogenea occupava un terzo della superficie della calotta e, vista da sotto, dava l’idea di corrispondere ad una perdita totale di strato pittorico, ma osservate le pitture da vicino grazie ai ponteggi, si è constatato che gran parte degli affreschi era ancora presente ed era quindi possibile tentarne un recupero.
Le fasi del restauro hanno compreso una prima pulitura preliminare a secco ed acqua ed il preconsolidamento dello strato pittorico per l’ asportazione del nerofumo e dei depositi residui; successivamente una pulitura ad impacco per rimuovere la presenza di ridipinture e fissativi.
Rimane ora da completare il restauro dei paramenti lapidei e delle sculture, nonché dei dipinti su tela, per i quali si ricercano ulteriori finanziamenti, mentre è stato preannunciato dall’associazione Friends of Florence il finanziamento per il restauro del crocefisso in bronzo del Giambologna.
“Un ottimo lavoro - ha commentato Mattei - che dimostra come il concorso di soggetti diversi possa dare un contributo importante per raggiungere insieme risultati duraturi”. (edl)