Tre pozzi per l'acqua in Camerun grazie all'iniziativa dei Rotary fiorentini
Tre pozzi per l’acqua profonda in altrettanti villaggi in Camerun. È questo il frutto dell’iniziativa dei Rotary Club dell’area medicea. Oggi in Palazzo Vecchio è stato tracciato il bilancio del progetto che coinvolge anche i Padri Salesiani di Don Bosco. Erano presenti l’assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi, Rodolfo Cigliana e Stefano Fanfani in rappresentanza dei Rotary Club fiorentini. “Si tratta di un progetto di cooperazione internazionale che ci ha particolarmente colpito perché affronta un tema di grande rilievo, come l’accesso all’acqua, in un modo corretto, ovvero dando alle popolazioni del luogo gli strumenti e la conoscenza per affrontare e risolvere il problema. Inoltre – ha aggiunto l’assessore Saccardi – è uno dei numerosi casi in cui l’associazionismo svolte un ruolo fondamentale sul piano civile. Sono infatti molti i progetti realizzati grazie all’apporto determinante di associazioni di volontariati e gruppi di cittadini”.
“Quella attuata in Camerun per i club dei Rotary rappresenta una iniziativa particolarmente significativa – ha spiegato Cigliana – sia per quanto riguarda il progetto in sé, sia per la qualità dei lavori effettuati sia infine per la finalità che, oltre alla costruzione dei pozzi, prevede anche un aspetto educativo e di formazione molto importante”.
Da parte sua Fanfani, che ha seguito operativamente il progetto, ha sottolineato come l’iniziativa si caratterizzi per essere “fiorentina al 100%. Per la prima volta tutti i soci dei club fiorentini, oltre mille persone, hanno contribuito a un progetto che si inserisce in un programma più ampio dei Padri Salesiani che punta a portare l’acqua pulita nei villaggi dove sono presenti. Inoltre siamo riusciti a coinvolgere anche la Rotary Foundation e di questo siamo molto orgogliosi”.
In dettaglio il progetto ha visto la realizzazione di tre pozzi in altrettanti villaggi di della provincia di Ebolowa, nel sud di Camerun. A Mang, Melane e presso il lebbrosario di Ngalane sono stati costruiti dei veri e propri “centri per l’acqua” dove, all’erogazione di acqua potabile dai pozzi si affianca la formazione degli utenti sul suo corretto utilizzo. In totale l’investimento è stato di oltre 91.000 dollari (circa 70.000 euro) di cui un terzo circa provenienti dai Rotary Club dell’area medicea. Il resto è stato garantito dal cofinanziamento del Distretto 2070 (che corrisponde all’Italia) e dalla Rotary Foundation (organismo creato dal Rotary International nel 1917 per coordinare e realizzare programmi di servizio nel mondo soprattutto nei confronti delle popolazioni più povere). Sono state installate pompe a mano, visto che l’energia elettrica manca del tutto o è presente soltanto quindici giorni al mese. La gestione e la manutenzione sarà curata dai Padri Salesiani, presenti sul territorio da oltre venti anni e che costituiscono la garanzia per la durata dell’intervento nel tempo.
L’acqua in Camerun è abbastanza presente, ma almeno nei villaggi, è di scarsissima qualità e piena di batteri dato che viene attinta da pozzi poco profondi e quasi sempre a cielo aperto. Da questo derivano le molte patologie presenti e che colpiscono particolarmente i bambini. L’obiettivo dell’iniziativa è ridurre la frequenza di malattie invalidanti e altamente diffuse a trasmissione feco-orale, come il colera e la salmonellosi. L’iniziativa del Rotary prevede anche incontri (presso scuole e chiese) con gli abitanti dei villaggi per insegnare loro a utilizzare l’acqua potabile e non potabili. (mf)