Mafia, il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli in commissione pace

"No alla vendita dei beni confiscati". In Toscana ce ne sono 23. Tre di grande valore economico e di grandi potenzialità sociali

Sono 23 le proprietà in Toscana di differente valore economico che le Prefettura hanno assegnato o sono ancora da destinare a Comuni, Province, Regione o associazioni per progetto di utilità sociale o culturale. Di questi, tre hanno una consistente rilevanza economica, come la fattoria di Suvignano (Si), per la quale da tempo è stato presentato un progetto di utilizzo condiviso da Prefettura, Enti locali , Associazioni Arci e Libera. E le attività che vi potranno essere svolte vanno da quelle agricole (sono 18 poderi- 100 ettari) venatorie, sociali e culturali. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli che stamani è stato ascoltato in commissione pace di Palazzo Vecchio proprio sull’attività dei beni confiscati nella Regione a seguito di procedimenti penali che hanno coinvolto soggetti attivisti di mafia. I recuperi di luoghi come Suvignano è quanto intende fare la Regione Toscana, assieme al comune di Monteroni ed eventuali altri enti locali interessati, per fare in modo che l'azienda agricola di Suvignano, nel cuore della campagna senese, rimanga patrimonio a disposizione dei cittadini toscani. Il nome c’è già ed à la Fattoria della Legalità Toscana. Un altro patrimonio confiscato si trova a Massa e Cozzile. Lì una raffineria di droghe è stata trasformata in una sede di recupero dalla dipendenza. L'ultimo grande sito sequestrato alla mafia in Toscana è l'Hotel Paradiso a Montecatini, da 20 anni inutilizzato. Ma allora se si è proceduto legalmente al sequestro di questi patrimoni, prima di pensare se e a chi e attraverso quali forme, asta a trattativa privata, potranno essere venduti. “Ha facoltà una Finanziaria del Governo – ha detto la presidente Susanna Agostini- di rendere un percorso politico, pagato anche con la vita di tanti uomini della Legge, un mero rendimento economico per le spese correnti? La risposta della Regione, che è uguale a quella che danno atti in discussione in consiglio comunale nella prossima seduta, è no”. Gelli ha sottolineato che “non devono essere venduti e se ciò fosse deciso le istituzioni locali , almeno per la Toscana dovrebbero cercare di appropriarsene attraverso le tutte le forme previste per un trasparente acquisto”. .Durante la seduta della commissione, alla quale ha partecipato anche un rappresentante della Fondazione Antonino Caponnetto, il dibattito si è sviluppato anche sulla questione che vede la stessa maggioranza di governo, non unanime rispetto a questa scelta politica. La commissione si è perciò impegnata a seguire attentamente l'iter e a sviluppare in consiglio un dibattito alla luce delle dettagliate informative recepite dall'incontro di oggi". (lb)