"No all'emendamento che rende possibile mettere all'asta i beni confiscati ai mafiosi"
Una risoluzione per chiedere al Parlamento di non accogliere la proposta di modifica della normativa vigente in merito all’esclusivo utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla mafia. L’hanno sottoscritta a nome del PD la vice capogruppo in Palazzo Vecchio Francesca Chiavacci, il capogruppo di Sinistra per Firenze Eros Cruccolini, il capogruppo dell'IDV Giuseppe Scola, il Gruppo Spini. “Mettere all’asta i beni confiscati ai mafiosi – ha spiegato Chiavacci- significa ridare la possibilità alla mafia di ricomprarsi ciò che lo stato è riuscito con tanta fatica a riprendersi”. Questa risoluzione è uguale a quella che molti comuni in Italia hanno già approvato ed è stata sollecitata da Avviso pubblico, la rete degli enti locali per la legalità, oltre che da Don Ciotti, Libera e numerose associazioni che lottano contro la mafia. (lb)
Si allega la risoluzione
TIPO ATTO: Risoluzione
OGGETTO: Per chiedere al Parlamento di non accogliere la proposta di modifica della normativa vigente in merito all’esclusivo utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla mafia.
PROPONENTE: Francesca Chiavacci (PD)
IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la legge del 7 marzo 1996, n. 109 ”Disposizioni in materia di gestione di beni sequestrati o confiscati” e l’Articolo 2-undecies – Comma 2 della Legge 575/65 in materia di “Disposizioni contro la mafia”, che escludono la possibilità di vendita dei beni confiscati prevedendone l’esclusivo utilizzo a fini sociali direttamente da parte dello Stato o di soggetti del terzo settore;
Vista l'adesione della Comune di Firenze ad Avviso Pubblico, “Enti locali e Regioni per la
formazione civile contro le mafie”
Vista la proposta di modifica n. 2.3000 testo 3 al DDL 1790 per la finanziaria 2010, approvato dal Senato il 13 novembre 2009;
Visto in particolare l’Articolo 2, comma 18-sexiesvicies che prevede l’introduzione della possibilità di vendita dei beni confiscati alle mafie;
Visto l’elevato rischio che in tutti i territori ad alta infiltrazione mafiosa la vendita di un bene confiscato non significhi altro che una nuova possibilità di acquisto da parte dei procedenti proprietari;
Vista la necessità di incrementare gli sforzi nella lotta alla criminalità organizzata e alle mafie che operano nel territorio del nostro paese;
Vista l’importanza di sottrarre in maniera definitiva e certa alle organizzazioni criminali gli ingenti patrimoni accumulati grazie alle attività illecite;
Esprime la propria preoccupazione che l’introduzione di tale norma possa essere fonte di assoluta incertezza nell’utilizzo dei beni confiscati ed essere quindi un elemento di indebolimento nella lotta alla criminalità organizzata;
Condivide la richiesta dell’associazione Libera, di Avviso Pubblico e dei famigliari delle vittime delle mafie di normative efficaci e scelte concrete capaci di potenziare l’attività di coloro che quotidianamente sono impegnati nella lotta alle mafie.
Esprime quindi il proprio auspicio perché il Parlamento sappia trovare le modalità con cui sostenere e facilitare la trasformazione dei beni confiscati, come oggi, faticosamente, sta avvenendo grazie all’applicazione della legge 109/96, in segni tangibili di legalità e giustizia.
CHIEDE
al Parlamento e in particolare alla Camera dei Deputati il ritiro del suddetto emendamento che verrebbe a compromettere in maniera rilevante l’impianto legislativo di contrasto alla mafia che ha nella confisca dei beni e nel loro utilizzo a scopi sociali uno degli strumenti più efficaci di lotta alla criminalità organizzata.
CHIEDE
altresì di potenziare l’applicazione della legge 109/96 istituendo l’agenzia per i beni confiscati.
CHIEDE
al Presidente del Consiglio Comunale di trasmettere il testo dell’Ordine del Giorno al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera e al Presidente del Consiglio dei Ministri.