Moschea , Cellai (Pdl): "Il sovraffollamento non può essere motivo per costruirla"

Il consigliere di centrodestra: "Sindaco e vicesindaco si mettano d'accordo"

“Il vicesindaco Dario Nardella afferma, a proposito della costruzione di una 'vera e propria' moschea a Firenze, che 'è ormai urgente una soluzione'. Il sindaco Matteo Renzi prima delle scorse elezioni affermava in merito: 'non mi pare che questa sia una priorità per Firenze'. Delle due l’una: o Renzi ha cambiato opinione oppure i due principali membri della giunta comunale vedono diversamente la questione, elemento che non sarebbe di poco conto”. Lo afferma Jacopo Cellai, consigliere del Pdl e vicepresidente del consiglio comunale.
“In ogni caso - spiega Cellai - l’urgenza della questione del sovraffollamento in alcuni giorni dell’attuale moschea di Borgo Allegri non può certamente essere la giustificazione per la costruzione di una nuova moschea. Lo dice uno dei pochi che si è recato da tempo in Borgo Allegri per verificare la situazione ed ha assistito ad una preghiera, ascoltata allora in una lingua incomprensibile al sottoscritto. Se è solo un problema di inadeguatezza degli spazi la comunità musulmana è sicuramente in grado di trovare locali più ampi e adeguati alle esigenze dei suoi fedeli. Sta al Comune semmai invitare la stessa a farlo urgentemente per evitare problemi di sicurezza alle stesse persone che frequentano gli attuali locali”.
“Da musulmano - continua - mi sentirei offeso se il motivo di edificazione di un luogo di culto fosse legato agli attuali metri quadri insufficienti. Tra una sala di preghiera, una moschea ed un minareto esistono specifiche differenze come ricorda oggi l’onorevole Mantovano, sottosegretario all’Interno. Come esistono differenze tra chi rappresenta o pretende di rappresentare la comunità musulmana”.
“Ezzedin Elzir - conclude il consigliere del Pdl - vuole che la questione della moschea riguardi tutta la città e veda il più ampio dibattito possibile. E’ una valutazione opportuna ed intelligente. Il senatore Paolo Amato dai banchi del consiglio comunale lanciò l’idea di una consultazione referendaria sulla questione come previsto dal nostro Statuto. Potrebbe essere il modo più efficace per coinvolgere la cittadinanza sul tema. La libertà religiosa è un valore costituzionale che non va mai messo in discussione. Come non va messo in discussione il diritto della cittadinanza di esercitare la propria sovranità popolare. La Svizzera insegna”. (edl)