No del Quartiere 2 a intitolare un giardino al "9 novembre 1989 – Giorno della Libertà", per ricordare la caduta del muro di Berlino

Giocoli e il gruppo Pdl al Quartiere 2: "Decisione antistorica che ci ha deluso moltissimo. Il Pd non ha ancora fatto i conti con la propria storia"

La mozione per intitolare un giardino alla memoria del 9 novembre, anniversario della caduta del Muro di Berlino, presentata dal consigliere del Quartiere 2 Bellesi e firmata da tutto il gruppo Pdl, è stata respinta dal Consiglio di Quartiere che si è riunito lo scorso 25 novembre. “Con questo voto - hanno dichiarato la vicecapogruppo del Pdl a Palazzo Vecchio Giocoli, il capogruppo al Q2 Poma ed il consigliere Bellesi - abbiamo assistito all'ennesima dimostrazione di come il Pd non abbia ancora fatto i conti con il proprio passato”.
“A Firenze – spiegano i tre esponenti del centrodestra – non c’è strada, giardino o piazza che ricordino la data del 9 novembre 1989 che, in base alla legge 61 del 2005, è dichiarata Giorno della libertà per ricordare l'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo. La nostra mozione si muoveva nello spirito di quella legge e, proponendo di indicare un giardino del Quartiere da intitolare a quella data, intendeva valorizzare un evento spartiacque nelle vicende internazionali, un momento che ha cambiato la storia dell’Europa, dei suoi popoli, del mondo intero”.
“A quanti nel Pd – rileva Poma – hanno affermato che in tema di libertà vi sarebbero anche altre date e che la nostra proposta era condizionata da una forma di retro-pensiero, ho replicato che ricordare indistintamente gli eventi è un modo per dimenticarli tutti: noi abbiamo inteso, senza alcuno spirito di parte, focalizzare l’attenzione su un momento storico di straordinaria valenza, che ci ha permesso di vivere e guardare al futuro in un modo inaspettato fino a poco tempo prima. Altri invece non sfuggono a logiche superate e, vivendo loro sì di retro-pensieri, restano prigionieri di se stessi e di un’ideologia sepolta dalla storia”.
“Per questo motivo – sottolineano Bellesi e Poma – abbiamo particolarmente apprezzato l'intervento del capogruppo di ‘Spini per Firenze’ Braccaloni, che ringraziamo per il voto a favore della mozione: con le sue parole ha giustamente fatto notare che l'atteggiamento tenuto dal Pd in aula rischia di dimostrare che la caduta del comunismo sia una data importante solo per una parte politica. Noi crediamo che non sia un rischio ma una realtà: il Pd ha vergogna del suo passato e fa vergognare gli italiani per il suo presente”. “A nome di tutto il gruppo – concludono Poma e Bellesi – esperimiamo un forte senso di delusione per il voto contrario del consiglio: evidentemente il Comunismo, dopo aver prodotto milioni di morti, continua a mietere vittime condizionando sinistramente l’agire politico di chi tuttora non accetta la sconfitta di un sistema di fronte al desiderio di libertà dell’uomo”.

(fdr)