Bonifazi (Pd): "Intitoleremo a Orazio Barbieri il nuovo museo per il Risorgimento e la Resistenza"
“Riteniamo giusto e riconfermiamo il nostro impegno per creare a Firenze un museo per il Risorgimento e la Resistenza da intitolare ad Orazio Barbieri, antifascista, parlamentare comunista e storico della Resistenza. E stiamo pensando ad un’iniziativa unitaria per manifestare il riconoscimento della città di Firenze nei confronti dei partigiani ed antifascisti che contribuirono alla sua Liberazione”. Lo ha detto il capogruppo del Pd Francesco Bonifazi, questa mattino all’incontro promosso dal gruppo consiliare dal titolo ‘Orazio Barbieri, 100 anni dalla nascita’.
All’incontro hanno partecipato tra gli altri il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, la consigliera Tea Albini, il sindaco di Scandicci Simone Gheri, il professor Giovanni Gozzini e il professor Mario G. Rossi vicepresidente dell’Istituto Storico della Resistenza. Erano presenti le figlie di Orazio Barbieri, Roberta e Carla con le loro famiglie, insieme a numerosi cittadini.
“Barbieri - ha ricordato Bonifazi - ha attraversato da protagonista l’intenso e drammatico secolo breve del ‘900, con le sue due guerre mondiali, il fascismo, gli anni duri della lotta clandestina, della Resistenza e della liberazione di Firenze, magistralmente descritta nei ‘Ponti sull’Arno’, poi le vicende del dopoguerra, la rinascita dei partiti, la Costituzione, la ricostruzione materiale ed istituzionale del nostro Paese, con Barbieri dirigente del Pci, parlamentare per tre legislature, poi sindaco di Scandicci. Per gli incarichi che ricoprì e per la curiosità che lo animava, Barbieri ha vissuto stando fortemente ancorato alle vicende fiorentine e nello stesso tempo italiane e internazionali, vivendole da politico nazionale e da amministratore locale. I suoi libri e l’archivio personale oggi all’Istituto storico della Resistenza, consentono di approfondire questa straordinaria biografia e la storia del suo partito e di Firenze”.
“Vogliamo confermare l’impegno, già preso da chi prima di noi è stato eletto a Palazzo Vecchio - ha continuato Bonifazi -, per valorizzare la parte migliore della storia civile e democratica della nostra città. Lo faremo, anche con atti fortemente simbolici come quello di alcuni mesi fa, quando il consiglio comunale ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Non vogliamo che il nostro Paese, come Pasolini aveva paventato, diventi un Paese senza memoria, senza storia”.
Per Bonifazi “c’è poi un grande insegnamento, ancora attuale, che Orazio Barbieri ha lasciato per noi che facciamo politica ed amministriamo istituzioni pubbliche: la pratica dello studio, dell’approfondimento, del ragionamento, del confronto sono condizioni indispensabili per l’esercizio dell’azione e delle scelte politiche. E questo insegnamento mi sembra oggi tanto più valido di fronte ad una società e ad un mondo sempre più complessi e dove la politica è chiamata a cercare di governare i fenomeni della globalizzazione o ad affrontare le nuove frontiere che ci pone davanti la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico”. (edl)