Poderaccio, Torselli e Cellai (PdL): "Ai rom le casette prefabriccate vanno strette. Soldi pubblici per i campi e non sono contenti"
“Ai Rom ospiti del Poderaccio le casette prefabbricate vanno strette nonostante i 264mila euro spesi ultimamente dall’amministrazione comunale per la ristrutturazione dei servizi igienici che in soli cinque anni di utilizzo erano stati distrutti. Adesso vorrebbero delle case in muratura, appartamenti, ma anche una pensilina, dei lampioni nuovi per illuminare la strada di accesso al campo e degli spazi attrezzati riservati ai giochi dei loro bambini". Lo hanno detto i consiglieri del centro destra Jacopo Cellai e Francesco Torselli che aggiungono : "Questo è quanto emerso dal progetto ‘IntegrAzione’, un progetto costato 50mila euro di soldi pubblici e finalizzato ad ascoltare le richieste della popolazione Rom affinchè si integri al meglio con gli italiani. Tra solidarietà verso gli ospiti e discriminazione verso i fiorentini il confine è sottile – hanno spiegato i due consiglieri di centrodestra – ed in questo caso, a nostro modo di vedere, il confine è stato superato. Spendere 50mila euro per un progetto finalizzato ad ascoltar richieste della popolazione Rom che si lamenta delle strutture prefabbricate messe gratuitamente a loro disposizione dall’amministrazione comunale, con utenze e servizi vari concessi senza costi aggiuntivi, mentre tante famiglie fiorentine vivono in situazione di precarietà abitativa e con grosse difficoltà economiche per giungere alla fine del mese ci sembra una vera e propria discriminazione. Quasi sarcastica poi la richiesta di una nuova illuminazione lungo la strada che conduce al campo del Poderaccio laddove i Rom non si sentirebbero sicuri. Non capiamo da chi si sentirebbero in effetti minacciati, forse dai cittadini italiani che abitano vicino al campo. Purtroppo il centrosinistra – hanno concluso i due esponenti del PdL – ci ha abituato negli anni a questo tipo di investimenti, sempre rivolti agli ospiti e quasi mai ai fiorentini in situazioni di disagio. Renzi in campagna elettorale aveva parlato di discontinuità, semmai esistessero ancora dubbi, ecco un’altra prova lampante di come egli non sia altro che la naturale continuazione di Domenici e soci”. (lb)