Poderaccio, una pensilina, lampioni e più spazi ai bambini rom per giocare
Una pensilina per i bambini rom che aspettano lo scuolabus. Ma anche lampioni di alluminio per illuminare e rendere più sicura la strada che porta alla villaggio del Poderaccio e spazi dove i bambini possano svolgere attività sportive. Sono le proposte dei rom del Poderaccio condivise dai partecipanti all’assemblea plenaria che si è tenuta al circolo Arci di via Maccari in occasione della conclusione del progetto IntegrAzione “E’ un passo nella direzione del superamento del villaggio rom del Poderaccio – ha detto il presidente del quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio- . E queste proposte insieme ad altre sono emerse durante il percorso di ascolto e coinvolgimento dei cittadini del Quartiere 4 sul tema del "superamento" del villaggio rom del Poderaccio”. Il progetto è stato finanziato grazie alla legge sulla Partecipazione democratica della Regione Toscana.
Durante l'evento finale sono stati sintetizzati i risultati dei tre precedenti dibattiti su scuola, giovani e casa. Questi temi erano stati precedentemente individuati durante la prima fase del progetto, consistita in una vasta ricerca sociale sul territorio del Q.4, attraverso l’effettuazione di 40 interviste in profondità e la somministrazione di 350 questionari.
Molte le proposte e le idee che i gruppi di lavoro hanno elaborato e condiviso. Oltre alla costruzione della pensilina sono state avanzate richieste per lampioni che illuminino e rendano più sicura la strada che conduce al villaggio; forte anche l’esigenza di spazi specifici dove bambini e ragazzi possano studiare e svolgere delle attività sportive. Una buona parte delle proposte si è indirizzata verso la ricerca di soluzioni abitative alternative alle casette prefabbricate dove attualmente vivono le 73 famiglie rom del villaggio del Poderaccio; non solo occorre favorire l'accesso ai mutui prima casa ma si possono anche ipotizzare forme di autocostruzione e autorecupero (per chi dispone delle competenze professionali necessarie).
I cittadini rom presenti all’incontro hanno espresso l'urgenza di superare la situazione attuale. "La transizione -ha affermato uno degli intervenuti- deve avere inizio immediatamente e per questo chiediamo che altre famiglie escano dal villaggio entro gennaio 2010 per soluzioni alloggiative più idonee". Altri hanno aggiunto: "Diamo la priorità ai più bisognosi fra noi, come gli anziani e i malati". "Siamo disposti a studiare soluzioni abitative assieme ad altre famiglie come giovani coppie italiane o straniere di qualsiasi origine".
Sabrina Tosi Cambini, della Fondazione Michelucci, ha rilevato che qualsiasi progetto deve fare i conti con uno scenario sfavorevole: "Gli enti pubblici, a tutti i livelli, stanno dismettendo il patrimonio abitativo pubblico".
Il Presidente del Quartiere 4, Giuseppe d'Eugenio, si è impegnato a creare un gruppo di lavoro che coinvolga la società civile nel processo di transizione: "Dobbiamo lavorare da subito al superamento del villaggio, attraverso obiettivi concreti e misurabili".
Maurizio Dolfi, volontario del Fondo Essere (microcredito), si è allora spinto a indicare una "road map" per il raggiungimento immediato di uno di questi obiettivi: entro sessanta giorni al villaggio si dovrà costruire la pensilina per proteggere i ragazzi in attesa dello scuolabus. I rom ci metteranno il lavoro, il Fondo Essere anticiperà le risorse, il Quartiere dovrà impegnarsi a procurare i permessi. "Se entro sessanta giorni riusciremo a fare almeno questo, avremo lanciato un primo segnale importante verso il raggiungimento degli altri obiettivi più ambiziosi".
Il progetto IntegrAzione è stato ideato e realizzato dalle associazioni Amalipè Romanò, Cittadinanza Competente, Osservazione e Progress: quattro soggetti diversamente impegnati sui temi della promozione sociale, dei diritti civili e della cittadinanza attiva. L’attuazione pratica della Legge regionale sulla Partecipazione rappresenta per queste associazioni uno strumento per incentivare nuove forme di responsabilità civile e cittadinanza attiva, cercando di temperare la tecnocrazia degli "esperti" con il calore della creatività sociale, potenzialmente portatrice di pratiche innovative. Info: www.integrazioneq4.org. (lb)