Maggio Musicale, il sovrintendente Giambrone in commissione cultura
Il Teatro del Maggio ha, da sempre, un budget sottodimensionato rispetto alle esigenze minime di qualità e produzione. Ma i suoi spettacoli e il suo livello artistico non sono da meno di quelli di altri teatri, Scala in primis. Per questo, nell’ipotesi di revisione del rapporto tra Stato e Fondazioni lirico sinfoniche che potrebbe concentrare attenzione, risorse e agevolazioni solo su due fra le 14 complessive, il Maggio non deve rimanere escluso: l'importanza dei grandi artisti che ospita, il direttore principale Zubin Mehta fra tutti, ma anche Ozawa, Muti, Abbado, e il fatto unico di organizzare ogni anno anche un Festival internazionale, testimoniano che la sua collocazione è ai vertici del panorama nazionale. Questo il pensiero del sovrintendente del teatro fiorentino Francesco Giambrone, ascoltato questa mattina dalla commissione cultura di Palazzo Vecchio.
Giambrone ha spiegato la dinamica dei finanziamenti evidenziando quelle che, a suo parere, sono alcune sperequazioni: per esempio nel 2008 il Maggio ha ottenuto un totale di 26 milioni di fondi pubblici, contro i 44,5 milioni della Scala, i 29 di Torino, i 28 di Napoli, i 42,4 di Roma, i 37,5 di Palermo. Nel dettaglio, al Maggio la Regione ha dato 2,450 milioni, il Comune 3,150 e lo Stato 19.711.
Giambrone ha anche spiegato che il bilancio del Maggio è dal 1998 in cronico deficit, per una cifra oscillante da 2,5 a 4 milioni. Il piano di risanamento avviato sotto la sua gestione ha portato nel 2009 a un contenimento delle spese per il personale pari a 2 milioni di euro rispetto al 2008, e avrebbe dovuto raggiungere il pareggio nel 2010. Pareggio che adesso, con la crisi internazionale e i tagli effettuati al Fondo unico per lo spettacolo (Fus) e solo in parte reintegrati, non sembra più possibile. Paradossalmente, ha fatto notare Giambrone, il Maggio potrebbe, con scelte diverse e dolorose, avere i conti in ordine. Magari, come fatto da altre fondazioni, privandosi del corpo di ballo o dei propri laboratori di scenografia. Ma ciò snaturerebbe l'anima stessa del Teatro Maggio e Giambrone ha assicurato che questa è una via che non verrà perseguita sotto la sua gestione.
Il sovrintendente ha poi parlato del nuovo teatro che sarà pronto a fine 2011 e i cui lavori stanno procedendo con un preciso cronoprogramma, e ha mostrato soddisfazione per il gradimento del pubblico, in continua ascesa: nel 2006 venivano occupati circa il 64% dei posti, e nel 2009 l'89%, con moltissimi giovani. Facendo poi cenno agli apporti dei privati, Giambrone ha sottolineato con dispiacere il dimezzamento, rispetto allo scorso anno, del contributo del Monte dei Paschi di Siena, la sospensione del contributo di Fondiaria Sai e l'uscita di Ferragamo dai soci.
Il sovrintendente ha quindi auspicato che i problemi delle Fondazioni lirico sinfoniche possano essere affrontati a livello governativo in maniera complessiva, per riequilibrare situazioni simili che però possono contare su fondi statali e da parte degli enti locali che portano a ingiuste sperequazioni.
“Il Maggio - ha commentato il presidente della commissione cultura Leonardo Bieber (Pd) - è uno dei fulcri di eccellenza italiani e Firenze è orgogliosa di ospitarlo. La commissione auspica che le tensioni relative al taglio dei fondi del Fus possano appianarsi completamente e che il Governo, nella sua ipotetica revisione dei rapporti con le Fondazioni lirico sinfoniche, non dimentichi l’importanza e la qualità del teatro fiorentino. Da parte nostra non possiamo che confermare al sovrintendente Giambrone il nostro apprezzamento per la sua gestione del teatro e ribadire il nostro impegno a valorizzare e sostenere la Fondazione. Il sindaco Matteo Renzi, presidente del cda, è da sempre sensibile a questi temi e la realizzazione del nuovo teatro, che attendiamo tra due anni, non potrà che accrescere il prestigio del Maggio non solo a Firenze ma nel mondo”. (edl)