Agostini: "Non sia una ricorrenza solo sulla carta"

La presidente della commissione pace al convegno "La giustizia dalla parte dei bambini" a venti anni dall'approvazione della convenzione per i diritti dell'infanzia

Questo l’intervento della presidente della commissione consiliare pace Susanna Agostini nel corso del convegno “La giustizia dalle parte dei bambini”, che si è svolto oggi presso l’Istituto degli Innocenti.

Venti anni fa l’ONU approvava la Convenzione per i diritti dell’infanzia. Il 20 novembre è la Giornata dedicata ai diritti dell’infanzia. A nome del sindaco Matteo Renzi porto il saluto dell’Amministrazione comunale e della città di Firenze.
Ringrazio il Movimento per l’infanzia, le Camere Minorili di Firenze e l’Osservatorio Nazionale sul diritto di famiglia per aver scelto l’Istituto degli Innocenti quale sede dell’incontro. Sede con un alto valore simbolico. L'Istituto degli Innocenti opera da quasi sei secoli a favore delle famiglie e dei minori. Fin sul finire del '400, rappresenta la prima istituzione, nel mondo allora conosciuto, esclusivamente dedicata all'assistenza dei fanciulli. Un’istituzione che ancora oggi è di riferimento per l’Italia e per il mondo.
La Convenzione della quale si celebra oggi il 20esimo, è stata ratificata in Italia il 27 maggio 1991 con la legge numero 176. Essa obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari al benessere dei minori.
Quella di oggi non deve essere una ricorrenza "di carta", soprattutto per le istituzioni. Ma una assunzione di maggiore responsabilità e consapevolezza del lavoro sociale e politico da fare, ciascuno nel proprio ambito.
Consapevolezza che ogni bambino è la speranza dell’uomo che si tramanda attraverso le generazioni. La speranza di tutta la comunità, non solo di chi lo ha procreato.
Il bambino ha pieno diritto a vedere rispettata la propria Identità e la sua Dignità di essere umano. In troppi angoli del mondo, spesso lontani ma a volte anche troppo vicino a noi, milioni di bambini soffrono la fame, la povertà e l’abuso. Crudeltà umane, sopite o nascoste. “Nel silenzio assordante delle persone comuni” come voi affermate, e approfondirete in questo importante convegno sul tema della “Giustizia dalla parte dei bambini”.
Ci sono principi inviolabili ed universali che hanno ripercussioni molto concreti: un bimbo sereno ha maggiori probabilità di diventare un adulto sereno ed equilibrato; un bimbo infelice e/o violato ha maggiori probabilità di diventare un adulto infelice e problematico. Noi tutti abbiamo il compito di garantire al futuro una comunità umana serena ed equilibrata. Sono milioni le speranze infantili che ogni giorno vengono calpestate, un fallimento per tutti, purtroppo.
La Carta contempla l’intera gamma delle libertà e dei diritti attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali). Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant’anni a difesa dei diritti dei bambini.
Se le leggi e la società fossero rimaste al 1989, quando la Convenzione è stata ratificata, avremmo delle leggi abbastanza adeguate. Ma il mondo cambia e la politica a volte dimentica gli impegni assunti. Mi riferisco alla vostra competenza in merito ai diritti di riconoscimento di cittadinanza per i nati figli di immigrati o di popoli in fuga, nel nostro Paese.
Il cammino giuridico è ancora lungo da fare. La vostra professionalità è quella che maggiormente necessita in questo momento politico per garantire il rispetto della persona umana e delle norme istituzionali.
Vorrei lasciarvi con un messaggio, per me simbolo delle paure nascoste dei bambini. Nadia Nencioni, nove anni, morta nella strage di via dei Georgofili a Firenze, aveva scritto, pochi giorni prima, questa simbolica poesia: Il Tramonto.
“Il pomeriggio se ne va, il tramonto un momento stupendo, il sole se ne sta andando via a letto, è già sera ed è tutto finito”.

 

(mf)