Acqua, Gruppo Spini: "La privatizzazione è un altro colpo duro ai servizi pubblici"

Spini e Grassi: "Il Comune discuta la nostra mozione per contrastare la Legge nazionale"

“Adesso che il decreto è approvato, il Governo ha definitivamente regalato l’acqua ai privati mettendo le mani su un bene comune come l’acqua, essenziale alla vita e risorsa non illimitata”. Lo hanno detto il capogruppo Valdo Spini e il consigliere Tommaso Grassi (Lista Spini per Firenze) che hanno aggiunto: “E’ l’ennesimo durissimo colpo ai diritti dei cittadini nel campo dei servizi pubblici come l’acqua. Già in quest’anno – ha detto il Gruppo Spini- dopo la sentenza sulla quota di depurazione, riscossa illegittimamente dai soggetti gestori, il Governo era intervenuto modificando la normativa nazionale e annullando di fatto la sentenza della corte costituzionale”
La scorsa settimana, all’avvio dell’iter in Parlamento del Decreto Legge 135/09, art. 15, il gruppo Spini per Firenze ha presentato una mozione perché il Comune intraprenda tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23 bis Lg. 133/2008, come modificato dal’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011. “La Città di Firenze – ha detto Spini- negli ultimi anni non è stata paladina della ripubblicizzazione dell’acqua. Anzi è ormai conosciuta come la città dove l’acqua è la più cara d’Italia, dove si sono rimodulate le tariffe, ad opera dell’ATO 3, penalizzando gran parte della cittadinanza, ed è stata in silenzio quando il Governo ha reso vana la sentenza della Corte Costituzionale sulla quota di depurazione, privando una parte dei fiorentini di un risarcimento per le somme di denaro versate illegittimamente”. Secondo il gruppo Spini “rimarrà nella storia il tentativo di privatizzazione messo in atto nello scorso mandato elettorale, quando all’inizio del 2008 si è tentato di approvare la decisione di aggiudicare definitivamente al socio privato Acea il 40% di Publiacqua. Adesso però vogliamo che la nuova amministrazione comunale discuta la mozione da noi presentata e scopra le carte in merito al progetto di gestione dei servizi pubblici che ha per la Città di Firenze”. (lb)

Si allega la mozione:

GRUPPO CONSILIARE SPINI PER FIRENZE


Tipologia:
Soggetti proponenti: Tommaso Grassi, Valdo Spini
Altri firmatari:

Oggetto: acqua : bene comune, diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato


PREMESSO che:

L’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita. Pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile ed all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo, un diritto universale, indivisibile che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’ art. 2 della Costituzione; a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell’Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell’acqua come “bene comune” per eccellenza si è affermata a livello mondiale.

Peraltro, il “bene acqua”, pur essendo rinnovabile, per effetto dell’azione antropica può esaurirsi: è quindi responsabilità individuale e collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzarlo con saggezza, e conservarlo affinché sia accessibile a tutti nel presente e disponibile per le future generazioni.

La risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazione più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico”.

Inoltre, la risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno - priorità 2003-2006 – già affermava, al paragrafo 5, "essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno".

Gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza; si veda ad esempio la Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo COM (2004) 374: “…le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”; è peraltro noto che non esiste alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private (come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione CE 2003 e 2006; Parlamento CE, 2006).

CONSIDERATO
inoltre che per sostanziare il principio del diritto dell’acqua come universale e inalienabile, nonché per riorientare il sistema di tariffazione agevolata per le fasce sociali meno abbienti verso un sistema che assicuri maggiore responsabilizzazione degli utenti e politiche di risparmio idrico, appare opportuno introdurre all’interno dell’ordinamento la definizione del servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica.

 

CONSIDERATO
infine di condividere sostanzialmente gli obiettivi del movimento mondiale per il diritto all’acqua, che coinvolge un sempre maggior numero di Enti Locali in tutto il Paese,

PRESO ATTO
della necessità di individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione dell’acqua come “bene comune”.

Premesso che
• la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente regolata dall’Art. 23bis della Lg.133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;
• il recente Art. 15 del D.L. 135/2009 che ha modificato l'Art. 23bis muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, prevedendo l'affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;
• la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011.

Considerato che
questo è un epilogo da scongiurare, per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, perché espropria l’acqua potabile dal controllo degli Enti locali e dei cittadini, perché consegna al mercato l’acqua con tutte le ripercussioni sociali che questo può generare

Visto l’art 11 dello Statuto del Comune di Firenze , comma 2:

“ Il Comune riconosce l’acqua come bene comune dell’umanità appartenente a tutti gli organismi viventi. L’accesso all’acqua è un diritto umano e sociale individuale e collettivo”.

Pertanto, alla luce di quanto sopra

APPROVA I SEGUENTI PRINCIPI :

• l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;
• la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’ impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero;
• la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;
• il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;
• il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.


CONSIDERA

la gestione del servizio idrico integrato va attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini

IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE

Ad intraprendere tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dal’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011.

Valdo Spini
Tommaso Grassi