Incidente Carlotta Fondelli, Galli e Torselli (PdL): "Con la perizia ulteriori strazi per la famiglia, ma non bisogna perdere la speranza della verità"

“Apprendiamo oggi dalla stampa locale della richiesta dell’avvocato difensore  dell’agente di Polizia Municipale coinvolto nell’incidente che costò la vita a  Carlotta Fondelli di procedere con ulteriori indagini sul casco e sulla
distanza di percezione del lampeggiante. Per la famiglia di Carlotta si tratta  di ulteriori sofferenze da superare ed ulteriori ostacoli che sembrano  frapporsi sulla strada della ricerca della giustizia e della verità. Al padre  ed alla gemella Flavia non possiamo che dirci solidali e vicini, ma soprattutto  di non farsi prendere dallo sconforto e stringere i denti in attesa della giustizia che vogliamo sperare alla fine trionfi”. Così hanno detto il capogruppo del PdL in Palazzo Vecchio Giovanni Galli ed il consigliere comunale del centro destra Francesco  Torselli. “In casi come questi – hanno spiegato  i due esponenti del centrodestra – la  giustizia non è mai rapida e purtroppo l’iter processuale prevede anche tappe  che giocoforza generano ulteriori dolori e sofferenze in chi, come nel caso  della famiglia di Carlotta, si è visto strappare un proprio caro in una maniera  così brutale. In questo momento non parlo da politico, – ha precisato  Giovanni Galli – ma da  persona che ha vissuto un dolore analogo a quello del padre di Carlotta. Prima  di arrivare alla verità ho dovuto sopportare anch’io quello che oggi sono certo  stia provando il signor Fondelli e, da genitore, mi sento soltanto di esprimere  a lui ed a sua figlia tutta la mia vicinanza umana, invitandolo a stringere i  denti ed a non perdere la speranza. La giurisprudenza spesso sembra calpestare  i sentimenti ed è a quel punto che deve prendere il sopravvento la speranza.  Speranza che quelle che oggi sembrano violenze gratuite servano in realtà al  raggiungimento della verità ed a rendere una volta per tutta giustizia a  Carlotta”. Per Torselli “richiedere la perizia sul casco può essere legittimo da parte  della difesa, appigliarsi invece alla distanza dalla quale può essere percepito  un lampeggiante acceso la giudico una mossa decisamente più discutibile. L’auto  è passata col rosso e la manovra ha causato la morte di una ragazzina di 18  anni, questo è quanto rimarrà per sempre impresso nelle nostre menti; comprendo quindi a pieno gli sfoghi del padre di Carlotta al quale mi sento quanto mai  vicino”. (lb)