Mozione del gruppo Spini a favore del 5 per mille, "Non va eliminato ma stabilizzato"
“Grave preoccupazione per la bocciatura degli emendamenti tesi ad assicurare la reintroduzione della misura economica del 5 per mille a favore del terzo settore, e degli altri soggetti che negli anni scorsi ne hanno beneficiato”. E’ quanto esprimono il capogruppo Valdo Spini e il consigliere Tommaso Grassi (Spini per Firenze) in merito al destino del contributo volontario.
I consiglieri hanno presentato una mozione che auspica “che invece di una eliminazione dell’istituto del 5 per mille si proceda ad una sua stabilizzazione e formalizzazione tramite Legge specifica, come chiesto in questi giorni anche da Francesco Belletti presidente del Forum delle associazioni familiari e Andrea Olivero portavoce del Forum del terzo settore”. Nell’atto ci si augura anche che “il Parlamento e il governo diano un netto e chiaro segnale alle Associazioni no-profit che in questi giorni si trovano spiazzate dal comportamento dei responsabili politici nazionali”. L’atto invita il Parlamento italiano e il Governo nazionale “a erogare al Terzo Settore i fondi del 5 per mille per il 2008 già versati dai cittadini italiani; a reintrodurre nella legge Finanziaria 2010 il 5 per mille come strumento di solidarietà e sussidiarietà per finanziare la ricerca e il volontariato e quindi a rivedere il modello per la dichiarazione dei redditi 2010 reintroducendo il rigo per l’erogazione da parte dei contribuenti del 5 per mille; a snellire la procedura per una più rapida ed efficiente erogazione della quota parte del 5 per mille destinato alle associazioni aventi diritto; e a prevedere una diversa copertura finanziaria rispetto allo scudo fiscale”. (edl)
Ecco il testo della mozione:
GRUPPO CONSILIARE SPINI PER FIRENZE
Tipologia: Risoluzione
Soggetti proponenti: Tommaso Grassi, Valdo Spini
Altri firmatari:
Oggetto: 5 per mille
Preso atto della denuncia di Federconsumatori e Adusbef che evidenziano come dal Cud 2010 sia scomparsa la voce 5 per mille
Preso atto che l’agenzia delle entrate, rispondendo alle accuse rivolte da Adusbef e Federconsumatori in merito al mancato inserimento nella bozza del Cud 2010 del riquadro per il 5 per mille da destinare al finanziamento delle organizzazioni no-profit e le associazioni impegnate nel sociale, ha precisato che si è in attesa della proroga che sarà disposta, come di norma, per emendamento alla Legge Finanziaria in approvazione in Parlamento
Preso atto che nel corso della votazione della Legge Finanziaria 2010 nelle Commissioni competenti la maggioranza ha votato contro gli emendamenti per ripristinare il cinque per mille
Appreso che come dichiarato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, i fondi dello scudo fiscale saranno destinati innanzitutto a finanziare proprio il 5 per mille
Ricordato che finanziare il 5 per mille con i proventi di un provvedimento di sanatoria oltre ad essere indecente, è altresì anche profondamente immorale
Non condividendo la scelta del governo di far dipendere la sopravvivenza del vasto mondo della solidarietà sociale e delle associazioni no profit che si ispirano a principi e valori etici, solidaristici e di sussidiarietà e chi si prodiga ogni giorno per aiutare il prossimo fatto di ultimi e svantaggiati, con i fondi recuperati da coloro che in passato hanno eluso il fisco, esportando capitali economici nei paradisi fiscali
Visto comunque che i fondi del 5 per mille riguardanti l’anno 2008 non sono stati erogati tanto che il terzo settore aspetta ancora le erogazioni già versate dal 6% dei contribuenti (per un controvalore di circa 500 milioni di euro l’anno)
Ricordato che il 5 per mille ricopre un ruolo importante come strumento di solidarietà e sussidiarietà per finanziare la ricerca e il volontariato
Visto che sul sito dell’agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.it) si può verificare che la bozza di dichiarazione dei redditi Cud 2010 è sprovvista del rigo riguardante la scelta del 5 per mille da parte dei contribuenti, che possono devolvere una piccolissima parte del gettito complessivo Irpef- stimato dal ragioniere generale dello Stato per l’anno 2009 nella somma di 161,1 miliardi di euro- quindi per 524 milioni di euro di volontariato, tenendo conto che il 61% dei contribuenti aveva fatto in precedenza tale scelta
Ritenendo questo atto un gravissimo attacco alle associazioni di volontariato italiane
ESPRIME
Grave preoccupazione per la bocciatura degli emendamenti tesi ad assicurare la reintroduzione della misura economica del 5 per mille a favore del terzo settore, e degli altri soggetti che negli anni scorsi ne hanno beneficiato
AUSPICA
Che invece di una eliminazione dell’istituto del 5 per mille si proceda ad una sua stabilizzazione e formalizzazione tramite Legge specifica, come chiesto in questi giorni anche da Francesco Belletti presidente del Forum delle associazioni familiari e Andrea Olivero portavoce del Forum del terzo settore.
Che il Parlamento e il governo diano un netto e chiaro segnale alle Associazioni no-profit che in questi giorni si trovano spiazzate dal comportamento dei responsabili politici nazionali
INVITA IL PARLAMENTO ITALIANO E IL GOVERNO NAZIONALE
- ad erogare al Terzo Settore i fondi del 5 per mille per il 2008 già versati dai cittadini italiani
- a reintrodurre nella legge Finanziaria 2010 il 5 per mille come strumento di solidarietà e sussidiarietà per finanziare la ricerca e il volontariato e quindi a rivedere il modello per la dichiarazione dei redditi 2010 reintroducendo il rigo per l’erogazione da parte dei contribuenti del 5 per mille
- a snellire la procedura per una più rapida ed efficiente erogazione della quota parte del 5 per mille destinato alle associazioni aventi diritto
- a prevedere una diversa copertura finanziaria rispetto allo scudo fiscale, visto il netto contrasto etico e morale che si verrebbe a creare
Tommaso Grassi
Valdo Spini