Cinema, la regista Barbara Cupisti riceve in Palazzo Vecchio il Sigillo della Pace (XII edizione)

La presidente della commissione pace Agostini: "Anche i film possono insegnarci molto sul rispetto dell'altro"

E’ la regista Barbara Cupisti che stamani in Palazzo Vecchio (Salone dei Duecento) ha ricevuto il Premio Sigillo della Pace per il genere documentario (l’altra vincitrice Sylvie Verhede non ha potuto ritirare il premio perché malata). Quella di oggi è la XII edizione del Premio e per il Comune a consegnare il Sigillo (una medaglia d’argento con il logo ‘S.Pax et Defensio Libertatis’) è stata la presidente della commissione pace Susanna Agostini. Si tratta dell’unico riconoscimento per le autrici cinematografiche che realizzano opere di grande valore su situazioni caratterizzate da guerra, razzismo e oppressione sessista e propongono l’incontro e la conoscenza tra le culture per la risoluzione dei conflitti. Il premio è stato ideato dal Progetto Donna del Comune di Firenze in collaborazione con gli Incontri Internazionali di Cinema e Donne. “Attraverso gli occhi, il talento, la creatività e la sensibilità delle donne – ha detto Susanna Agostini- il cinema diventa strumento di pace, per combattere le differenti forme di discriminazione e di razzismo”. Alla cerimonia di stamani erano presneti oltre la regista e la presidente Agostini, la direttrice di Cinema e Donne Paola paoli e circa 150 studenti delle scuole fiorentine.
Barbara Cupisti è stata premiata per Vietato Sognare che recentemente ha vinto il “Premio Amnesty Italia 2009 Cinema e Diritti Umani”. Il documentario racconta la condizione dei bambini e della gioventù palestinese, alle prese con una quotidianità di violenza e senza futuro. Filo conduttore del film è l’esperienza dei “Combatants For Peace”, associazione di ex soldati israeliani ed ex combattenti palestinesi che insieme cercano una soluzione al conflitto. Il film è stato prodotto da Rai Cinema nel 2008. “Barbara Cupisti è riuscita –si legge nella motivazione del premio - in modo particolarmente efficace e coinvolgente, a dare parola e immagine a coloro che propongono, concretamente, nell’interminabile conflitto tra palestinesi ed israeliani, di deporre le armi, scegliendo il confronto pacifico. Il film rovescia, con lucidità e maestria, lo stereotipo mediatico dei blocchi compatti contrapposti e omogeneamente favorevoli all’uso della violenza. Afferma, con forza, un sentire che potrebbe essere maggioritario ma non ha ancora rappresentanza né adeguata rappresentazione”. Susanna Agostini ha poi aggiunto che "il Sigillo della Pace è un riconoscimento ufficiale che Firenze conferisce ad autrici e registe che realizzano opere di grande valore artistico etico e sociale in situazioni caratterizzate da contesti fortemente ostili come la guerra, il razzismo, l’oppressione sessista intolleranza e propongono l’incontro e la conoscenza tra le culture per la risoluzione non violenta dei conflitti". La regista vincitrice incontrerà il pubblico stasera alle 21 al cinema Odeon in occasione della prima giornata di "Cinema e Donne". (lb)

 

Hanno ricevuto il Sigillo della Pace:
Nel 1998 Safi Faye (Senegal), nel 1999 Pratibha Parmar (Pakistan), nel 2000 Moufida Tlatli (Tunisia), nel 2001 Nana Djordjadze (Georgia), nel 2002 Nancy Savoca (Usa); nel 2002, Yamina Benguigui (France/Algeria), nel 2003, Hejer Charf (Canada/Tunisia), nel 2004, Fanta Regina Nacro (Burkina Faso/France) e Marilù Mallet (Chile/Canada), nel 2005 Agnès Varda (France), nel 2006 Andrée Davanture (France), nel 2007 Liana Badr (Palestina) e Djamila Sahraoui (Algeria/Francia) e nel 2008 Alina Marazzi (Italia).