Programma di mandato, Bonifazi (PD): "Espressione di rinnovamento e innovazione"
Ecco l’intervento del capogruppo del PD in Palazzo Vecchio Francesco Bonifazi
“Il Gruppo del PD esprime apprezzamento per il Programma di Mandato Presentato la settimana scorsa dal Sindaco. Lo esprime, in primo luogo, per l’azione di rinnovamento ed innovazione. E’ innegabile che in precedenza l’Amministrazione è stata eccessivamente impegnata dalle complesse problematiche scaturenti dal dotare la città delle infrastrutture necessarie, perdendo però, talvolta, la visione complessiva di tutte le relazioni sociali economiche e di vita che coinvolgono e caratterizzano l’idea di una città e, in particolare, una città come Firenze nell’era della globalizzazione. E’ per questo che durante tutta la campagna elettorale i fiorentini chiedevano “più Firenze”, “più apertura”, “più scommessa su di noi”. Il documento programmatico, sotto questo profilo assolve a tale esigenza e si contraddistingue per un deciso rinnovamento ed una forte innovazione.
Queste due connotazioni addirittura divengono il nuovo focus della città: la città diviene vissuta e non più consumata. Lo sforzo non è più solo quello di fare interventi infrastrutturali, seppur importanti, visti però come separati dalla vita sociale della città, ma di collegare questi ultimi al complessivo rilancio di Firenze.
Se da una parte, infatti, si spinge verso le infrastrutture, e non potrebbe essere altrimenti, dall’altro, ci si pone il problema di far rinascere il Centro Storico, allargandone il perimetro, si punta sul sistema integrato dei parchi, si scommette sul decoro e sull’attrattività; facendo si che la città torni ad essere il fulcro della vita di vi abita, di chi ci lavora e di chi la visita. Per far questo Sig. Sindaco non è sufficiente la volontà di tutti noi, il suo impegno e quello della Giunta, ma occorre una mobilitazione di volontà e di risorse che vanno aldilà di ciò che l’Amministrazione comunale può fare da sola. Quindi accolga la spinta e l’appoggio che il Gruppo del PD Le da nel vedere Firenze come una città aperta: Firenze non può più vivere solo su se stessa, il tempo della rendita, come da Lei giustamente puntualizzato, è ormai finito. In questo senso sarà determinante essere protagonisti nello sviluppo delle infrastrutture materiali ed immateriali della Toscana. Mi riferisco in particolare al miglioramento dell’efficienza dei servizi, al potenziamento della rete dei trasporti e dei collegamenti, al sistema portuale ed interportuale, così come a quello degli aeroporti: bene potenziare Peretola, ma sbagliato sarebbe non puntare potenziamento del sistema aeroportuale toscano e delle relative interconnessioni. In tal modo sarà più agevole attrarre nuovi investitori che, oltre alle nuove infrastrutture, dovranno far leva sulle nostre eccellenze che non sono solo collegate alla nostra storia: basti pensare al nostro Polo Scientifico (in tal senso accogliamo con molto favore il collegamento del Polo medesimo con la linea tranviaria), alle nostre eccellenze nel campo sanitario. Tutto questo migliorerà senz’altro il sistema di sinergie che si può costruire intorno alle esperienze industriali nel campo delle tecnologie avanzate e dell’informatizzazione dei processi. Aprire Firenze e vederla come capitale della Toscana è un interesse non solo nostro, ma anche di tutta la Regione. Come vede Sig. Sindaco il PD appoggia appieno la sua visione di Firenze ed anzi la sollecita ad inserire questa visione nel più ampio contesto del tessuto istituzionale, economico e sociale della Toscana. L’immagine di Firenze non passa però ragionamento fatto sin qui. Passa anche dalla coerenza dell’organizzazione della città e dei suoi spazi e dei suoi simboli: pedonalizzare Piazza Duomo non è un semplice fatto di variazione della mobilità, ma è un gesto simbolico, un omaggio ed un chiaro messaggio a tutto il mondo. È per questo che Le saremo accanto e La sosterremo con forza per far sì che:
Via Tornabuoni torni ad essere la vetrina di Firenze; che Sant’Orsola ed il quartiere del Mercato Centrale ritrovino il loro splendore ed il loro sapore di fiorentinità; che San Frediano smetta di essere un parcheggio a cielo aperto; che Sant’Ambrogio trovi finalmente una sua compiutezza. Mi scuso se sono sceso su aspetti particolari, ma ogni volta che vedo quei luoghi, da cittadino e da consigliere, non posso accettarlo. Questa è la sfida che abbiamo raccolto quando i fiorentini ci hanno scelto, è nostro dovere portarla a termine vincendo ogni resistenza sia vecchia che nuova”.
(lb)