Cellai e Donzelli (PdL): "Oggi la carta trans. Domani la casa trans?"

Questo l’intervento del consigliere comunale del PdL Jacopo Cellai e del consigliere regionale Giovanni Donzelli

“’Ila trans’. Sembrerebbe il nome di un modello di un’autovettura e invece è una speciale carta‘lavoro’. 150.000 euro in favore dei transessuali e dei transgender che risiedano in Toscana e che presentino un certificato che attesti la loro condizione rilasciato dal servizio sanitario nazionale.Un’iniziativa nata nel 2007 e che oggi si concretizza nelle 30 carte da 2.500 euro ciascuna finanziate in loro favore per frequentare corsi di formazione professionali. L’allora assessore Simoncini spiegava in merito che ‘abbiamo pensato a transessuali e transgender perché spesso, per la loro condizione, sono sottoposti a discriminazioni e non hanno la possibilità di trovare un'occupazione’. Ora, se il problema è la loro condizione come causa di grave difficoltà a trovare un’occupazione, cosa c’entrala formazione professionale? E’ evidente che anche a fronte del raggiungimento della stessa la ragione della loro discriminazione rimarrebbe intatta.
E poi, perché soltanto transessuali e transgender? Gay e lesbiche in quest’ottica non sono a loro volta discriminati, non potendo accedere alla carta gay secondo i requisiti previsti per la carta trans?
La verità la disse a suo tempo Alessio De Giorgio, già Presidente dell’Arcigay dichiarando che ‘Questa carta ha lo scopo di aiutarle a trovare un lavoro riducendo così il rischio molto alto di cadere nella prostituzione’. Ma allora questa non è forse un’ennesima discriminazione nei confronti delle tanti giovani donne extracomunitarie che per altre motivazioni incorrono nello stesso rischio?
Insomma, un provvedimento spacciato per antidiscriminatorio è in realtà il più discriminatorio di tutti. Assoggetta una condizione sessuale ad una condizione di disoccupazione facendo dei trans una categoria professionale. La sinistra toscana è estremamente confusa sulla questione dell’identità di genere, della tutela dei diritti della persona e sul concetto di discriminazione. E partorisce provvedimenti mediatici inutili che strumentalizzano gli stessi soggetti che vorrebbe tutelare. A scapito dei cittadini e delle famiglie a cui vengono sottratte risorse per gli spot del PD.
Oggi la carta trans, e domani? La casa trans, cioè alloggi pubblici riservati? E domani altro ancora?
Riporteremo la questione in Consiglio Comunale e in Consiglio Regionale e chiederemo all’Onorevole Maurizio Bianconi, all’epoca capogruppo di An in Regione, di presentare un’interrogazione parlamentare”. (fdr)