Nel Salone de' Dugento una simulazione del Consiglio dei ministri dell'Unione Europea
Una sessantina di studenti italiani e statunitensi per un giorno “vestono i panni” dei ministri dell’Ue. Si tratta della simulazione di una sessione del Consiglio dei ministri europei, iniziativa promossa dalla James Madison University in collaborazione con l’Ufficio Centro Europe Direct del Comune, dall’Università di Firenze e dal Parlamento Europeo. Una esercitazione, che dalle 9.30 alle 17.30, riproduce la riunione della formazione “Ambiente” del consiglio, ovvero dei ministri dell’ambiente dei 27 paesi membri, in occasione della discussione di una proposta di direttiva della Commissione Europea riguardante l’aumento della produzione di energia attraverso fonti rinnovabili. Si tratta di una delle tre direttive del famoso pacchetto “20 20 20”, adottato dal Consiglio nel 2008 e del quale tanto si è parlato, anche perché ha costituito il punto di partenza della posizione negoziale europea alla conferenza di Copenhagen del dicembre 2009. La proposta di direttiva sulla quale gli studenti si confrontano è quindi quella vera, sulla quale i paesi europei si sono prima divisi e infine messi d’accordo. Un tema quindi fortemente attuale.
“Questa iniziativa rappresenta una interessante esperienza di studio – ha dichiarato l’assessore all’Europa Elisabetta Cianfanelli che ha portato i saluti del Comune a studenti e docenti – e un’importante occasione per cui giovani italiani e americani possono dare il loro contributo alla discussione di una legge di grande rilievo come quella sulla produzione di energie rinnovabili. Un contributo speciale perché arriva in un momento in cui da più parti si evoca la necessità di una riflessione sull’Unione Europea”.
Questa simulazione è stata sviluppata nel 2008 dai docenti della James Madison University di Firenze, ed è stata proposta come progetto pilota all’ufficio Europe Direct dell’Amministrazione comunale che ha aderito, fornendo il luogo per lo svolgimento della simulazione (Salone de’ Dugento) e l’uso delle tecnologie necessarie (wi-fi per il collegamento dei computer portatili dei partecipanti, proiettore, microfoni). Quest’anno la simulazione, ormai alla sua terza edizione, ha visto per la prima volta la partecipazione di due partner prestigiosi: l’Università di Firenze (presente con docenti e studenti) e il Parlamento Europeo (con consulenti e trainer).
Studenti americani della James Madison University (Master in European Union Policy Studies) sono stati appaiati ai loro colleghi della Facoltà di Scienze Politiche dell’Ateneo fiorentino, tra cui anche molti studenti Erasmus. Ci sono 27 team, in rappresentanza dei 27 paesi membri dell’UE, più la presidenza e la Commissione Europea e altre figure istituzionali. Il training degli studenti partecipanti è iniziato a marzo: ai team sono state date istruzioni vincolanti sulla posizione del proprio paese e sugli obiettivi negoziali da perseguire. Sulla base di tale posizione, che rimarrà segreta, i team hanno elaborato una posizione negoziale “ufficiale”, ed hanno inviato i propri emendamenti alla presidenza. Nel corso della simulazione sono stati discussi gli emendamenti e sottoposte al voto le proposte di modifica.
L’obiettivo è facilitare la comprensione dei processi decisionali dell’Unione, e soprattutto delle difficoltà del negoziato con 27 paesi che hanno posizioni molto diverse, e a volte divergenti, sulle varie questioni in discussione. Da non dimenticare poi l’aspetto di approfondimento delle competenze linguistiche specifiche in materia europea: tutta la simulazione si è svolta infatti in lingua inglese. (mf)