Sanità, Torselli (PdL): "2 milioni e 400mila euro di spreco per il servizio Telecare'"
“Due milioni e quattrocentomila euro di apparecchiature acquistate per promuovere il servizio di Teleassistenza agli anziani, giacciono ancora imballati, ed in buona parte non funzionanti, nei magazzini di Montedomini. Uno spreco vergognoso del quale pretendiamo di avere al più presto una spiegazione”. Questo è quanto dichiarato stamani, nel corso di una conferenza stampa, dal consigliere comunale del PdL Francesco Torselli.
“Il servizio di Teleassistenza per gli anziani – ha spiegato Torselli – nasce a Firenze, in via sperimentale nel 1992, gestito interamente dal Comune di Firenze e prosegue fino al 2004, quando viene deciso di adibire come centro di controllo un reparto di Montedomini. Per trasferire e potenziare questo servizio, a Montedomini furono trasferiti dal Comune di Firenze 500mila euro, ai quali si aggiunsero un finanziamento privato della Cassa di Risparmio di Firenze, per altri 500mila Euro, ed un fondo stanziato dalla Regione per la sperimentazione della Società della Salute di 1.750.000 euro: un totale di 2.750.000 Euro che sarebbero dovuti servire ad acquistare nuove apparecchiature informatiche (2.400.000 euro) ed a supportare la fase iniziale del progetto (350.000 euro) per potenziare il servizio di Teleassistenza di base, già attivo fino a quel momento, e per estenderlo ad un numero decisamente superiore di utenti che, con la prima gestione del Comune, superavano di poco i 350 anziani”.
“Dopo aver fatto due diversi sopralluoghi a Montedomini – fa sapere il consigliere di centrodestra – nei quali ho avuto modo di parlare sia coi responsabili del servizio, che con alcuni tecnici, mi è stato spiegato che le nuove apparecchiature per il Telecare sarebbero giunte presso la struttura in un numero superiore alle mille unità, in virtù delle previsioni di crescita del numero degli utenti che, stando a quanto riportato nella Delibera N° 3712 del 2005, sarebbero dovuti essere circa 810 già alla fine del 2005. Nel 2007 però, stando a quanto riportato in due articoli apparsi sulla stampa locale, lo stesso Assessore Cioni avrebbe fatto sapere che gli utenti erano in realtà circa 500, ma nonostante il numero decisamente al di sotto delle previsioni, l’ex assessore giudicava positivamente l’andamento del servizio”.
“Nello scorso mese di luglio – ha sottolineato Torselli – i responsabili del servizio di Montedomini mi spiegarono quali dovevano essere le potenzialità dell’apparecchio di ultima generazione, quello per intenderci acquistato grazie allo stanziamento di 2.400.000 Euro, le quali apparivano, in teoria, di notevole utilità: l’apparecchio infatti avrebbe dovuto mantenere un contatto diretto con l’anziano attraverso messaggi sul televisore di casa, ma anche monitorare continuamente il battito cardiaco dell’utente e persino rilevare una eventuale caduta accidentale del soggetto con conseguente apertura a distanza della porta di casa per permettere i soccorsi. Ad oggi però, stando a quanto riferitomi dagli stessi responsabili, molte funzioni dell’apparecchio non erano ancora utilizzabili e il dispositivo si limitava alla funzione di invio/ricezione di messaggi attraverso la televisione”.
“Ad oggi infatti – ha proseguito l’esponente del PdL a Palazzo Vecchio – gli utenti iscritti al servizio Telecare completo, quello che prevede l’utilizzo del ‘SET TOP BOX’ di ultima generazione, ovvero quello acquistato con lo stanziamento dei 2.400.000 euro, non superano le 40 persone”.
“Mi chiedo – si interroga quindi Torselli - come sia possibile che, a fronte di oltre mille apparecchi acquistati ed a fronte di una somma importante di denaro pubblico investita, soltanto 40 apparecchi siano oggi effettivamente in funzione e, per giunta, con una forte limitazione rispetto alle potenzialità descritte. Ma la cosa più grave è vedere decine e decine di apparecchiature, molte imballate, molte fuori uso, abbandonate nei magazzini di Montedomini. Buttate da parte con sulle scatole segnalazioni scritte che poco lasciano all’immaginazione: ‘Fuori Servizio’, ‘Manca il Bracciale’ o ‘Box riparato’. Se quelle scatole e quegli apparecchi buttati in uno scantinato come fossero ferri vecchi fossero gli stessi apparecchi acquistati per una cifra di denaro vicina ai cinque miliardi di vecchie lire, saremo di fronte ad uno dei più gravi ed inspiegabili sprechi degli ultimi anni. Ecco perché pretendiamo che venga fatta chiarezza e che ci venga detto cosa sono quegli apparecchi, perché sono lì e perché questo servizio, sul quale sono stati investiti ben 2.750.000 Euro, ad oggi conti un numero di utenti al limite del ridicolo”.
“Il servizio di Teleassistenza – ha poi precisato il consigliere del PdL – è un servizio importantissimo che deve essere fatto funzionare al meglio, poiché l’assistenza a distanza dei nostri anziani e dei nostri disabili non può essere negata. Io stesso ho presentato mozioni, ordini del giorno e emendamenti al bilancio, tutti peraltro regolarmente respinti dalla maggioranza di centrosinistra, per promuovere questo tipo di servizi. In questi giorni si sente parlare anche della possibilità di chiudere il servizio di Teleassistenza, e questo sarebbe un errore gravissimo; il Telecare è senza dubbio una risorsa per la sanità di un comune o di una regione, ma evidentemente, nella gestione fatta finora dal Comune di Firenze c’è stato qualcosa di poco chiaro; qualcosa che non va. Ho intenzione di portare la vicenda già all’attenzione del prossimo consiglio comunale per sapere se i 2.400.000 Euro stanziati sono serviti a qualcosa di utile o se sono stati investiti in quella ‘ferraglia’ che oggi giace abbandonata nei ripostigli di Montedomini e se le cose stanno così, vogliamo sapere i nomi di chi ha gestito questo scempio vergognoso”.
“E c’è anche un altro problema – ha concluso Torselli – il prezzo pagato per l’acquisto di ogni singola apparecchiatura. Vogliamo sapere quanto è costata e se, perizie tecniche alla mano, il prezzo pagato corrisponde o no al suo effettivo valore. A questo ultimo punto stiamo lavorando assieme ai colleghi Marco Stella e Stefano Alessandri. La vicenda Telecare non finisce qui. Se il valore effettivo dell’oggetto risultasse infatti notevolmente inferiore ai corrispettivi pagati, non escludiamo esposti alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica”. (fdr)