Giocoli (PdL): "Sull'urbanistica marcia indietro del sindaco-assessore Renzi"
Questo il testo dell’intervento della vicecapogruppo del PdL Bianca Maria Giocoli
“Il Sindaco Renzi nonché assessore all’urbanistica ha fatto marcia indietro. Passato l’eclatante effetto mediatico, si è reso conto di aver esagerato con le norme tampone cosiddette ‘anti Quadra’ che dovevano segnare il solco tra la sua Giunta e quella precedente e fare di lui il ‘salvatore della patria’ contro quegli abusi definiti eufemisticamente ‘incongruenze’. Le NTA adottate a dicembre erano studiate volutamente ad effetto: tutti i progetti rientranti nell’applicazione dovevano diventare piani attuativi e passare dal vaglio del consiglio comunale. Dal niente al tutto. Con la Giunta Renzi non ci saranno casi urbanistici.
Tra le osservazioni pervenute però vi erano casi di progetti di 95 metri quadri che sarebbero dovuti passare dal consiglio comunale oltretutto con un costo aggiuntivo ben oneroso per i privati, quindi ben venga- anche se tardiva - la soglia dei 500 metri quadri. Una maggiore riflessione sul tema poteva essere previstafin dall’inizio ma, certo, si sarebbe perso l’effetto mediatico.
Come ci poteva stare - e ciò non è avvenuto- una disciplinatransitoria: nelle osservazioni ci sono i famosi 36 casi (giustamente alcuni si sono tramutati in ricorsi come avevamo presagito nel nostro intervento in consiglio a dicembre), progetti che presentati qualcuno anche nel2007 e nel 2008 avevano con estrema lentezza già passato tutti i vagli dell’ufficio urbanistica, della commissione edilizia del paesaggio, della sovrintendenza e poi… signori si cambia le carte in tavola. Ma i principi della irretroattività delle norme dove sono finiti? L’inerzia e la lentezza della amministrazione vengono fatte pagare ai cittadini. Ci poteva stare una norma transitoria (e gli uffici l’avevano suggerita al sindaco/assessore che ha voluto fare a modo suo): è grave non averla prevista e gravi saranno le conseguenze come risarcimento dei danni che voi sarete costretti a pagare.
Altra disparità di trattamento rilevata non solo dai privati ma anche dalla Regione Toscana e altra marcia indietro di Renzi: la non applicazione di queste norme ai beni pubblici e in particolare quelli compresi nel piano delle alienazioni del Comune, e non solo quelli da vendere ma anche quelli già venduti. Ci sarebbero stati privati acquirenti a cui non si sarebbero applicate queste norme, privati che solo per aver comprato beni ex pubblicipotevano continuare in barba a queste norme a fare ciò che è stato fatto durante gli anni di Domenici e Biagi, né più né meno, e con il beneplacito dell’amministrazione comunale.
I cittadini in ogni caso si sentono presi in giro. Nel mio intervento di dicembre avevo già capito che le norme-tampone presagivano come poi è avvenuto la mancata approvazione del piano strutturale e più che altro del regolamento urbanistico, vero strumento che deve regolare la pianificazione del territorio.
Questa condizione-tampone durerà anni, visto che si ricomincia da una nuova adozione del piano strutturale, il che inevitabilmente allunga e dilata i tempi. Quindi, non è altro che una rinuncia implicitaal vero governo del territorio, un governo serio che vada al di là degli annunci ad effetto”. (fdr)