Il gruppo PD sulle norme discriminatorie per l'accesso ai musei statali. "Il problema non è Firenze, ma una norma nazionale razzista"

"Non si può superare il problema con la discrezionalità degli operatori, il ministro Bondi modifichi subito il decreto. Presto un'iniziativa parlamentare"

In seguito alla mozione presentata dai consiglieri comunali del Pd Francesco Bonifazi, Francesca Chiavacci e Mirko Dormentoni, e all’intervista alla soprintendente Cristina Acidini comparsa oggi su ‘La Nazione’, il PD fiorentino ribadisce e rafforza la sua posizione sul decreto che stabilisce che le agevolazioni per l’ingresso ai musei statali siano riservate ai soli cittadini comunitari.
“Il problema non riguarda la sola galleria degli Uffizi né tanto meno è frutto di una specifica volontà del Polo Museale fiorentino. E non si può neppure fare all’italiana rimandando alla discrezionalità degli operatori dei musei il superamento di quella che è una norma nazionale sbagliata e razzista – affermano Bonifazi, Chiavacci e Dormentoni insieme al segretario cittadino del partito Alfredo Esposito –. Chiediamo al ministro Bondi di modificare immediatamente il decreto 239/2006 del ministro Buttiglione. Le agevolazioni non possono essere differenziate sulla base della nazionalità; in nessun paese europeo esistono norme discriminatorie di questo tipo, basta dare uno sguardo ai tariffari dei principali musei delle capitali di Europa. I beni culturali sono universali. Concordiamo con la soprintendente Acidini quando dice che occorre un adeguamento normativo capace di abbattere queste barriere”.
Il decreto attualmente in vigore stabilisce l’ingresso gratuito per i minorenni e per gli over 65, a patto che siano cittadini dell’Unione Europea, e una riduzione del 50% per i ragazzi tra i 18 e i 25 anni e per i docenti delle scuole, sempre esclusivamente cittadini europei.
“Abbiamo avuto conferma dalla senatrice Vittoria Franco – ha concluso Dormentoni – che il PD avvierà rapidamente un’iniziativa parlamentare per far modificare il decreto-vergogna e riportare l’Italia a livelli di civiltà nel garantire l’accesso ai propri beni culturali”. (fdr)