Convegno nazionale Storia della Medicina Militare, Agostini (Pd): "Coincide con l'avvio delle celebrazioni per il 150 Unità d'Italia"

"Fondamentale in questi 150 anni è stato il ruolo svolto dai nostri militari e da tutte le forze armate. Nel trasmettere valori forti, fondanti del comune sentire"

La presidente della commssione pace Susanna Agostini ha partecipato insieme al presidente della commissione sanità di Palazzo Vecchio Maurizio Sguanci al II convegno Nazionale – Storia della Medicina Militare Firenze che si è svolto presso la Caserma Redi in via Venezia.

Questo l'intervento lasciato agli atti:

"Un caloroso saluto al Tenente Generale Michele Donvito, alle altre autorità militari presenti, a tutti voi donne e uomini che per missione, professione e passione rispondete appieno ai bisogni di salute e cura nelle necessità più dolorose. Spesso in zone di guerra, sempre in territori di conflitto. Questo secondo Convegno Nazionale, ricordo il primo che si tenne sette anni fa sempre a Firenze e sempre in questo splendido storico Chiostro del Maglio, nasce davvero sotto i migliori auspici. Coincide infatti con l’avvio delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

“Serve più che mai un forte spirito unitario…come fonte di coesione sociale …in un sempre più arduo contesto mondiale” queste le parole che proprio ieri, dallo scoglio di Quarto, ha dichiarato il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
La spedizione dei Mille rappresenta oramai un valore simbolico ed epico che trascende dal numero dei partecipanti. Nel 1860 furono centinaia i volontari che fin dai giorni successivi si unirono alle camice rosse. Furono 20, 30mila i combattenti, appartenenti a tutte le classi sociali, che nel pieno dell’impresa si schierarono con i garibaldini. E’ interessante osservare come le due città che dettero il numero più alto di propri figli alla spedizione furono Bergamo e Livorno. E questo, per quanto riguarda la prima, a conferma dell’antistoricismo delle idee di coloro che, in quella parte del Paese, oggi fanno leva sugli autonomismi territoriali e incalzano le paure di tanta parte del popolo italiano. E per l’apporto solidale di Livorno, va ricordato come la Toscana, da sempre terra di incontro delle genti, continua a svolgere pienamente questo ruolo. Tutti sappiamo che qui i Lorena, oltre due secoli fa, abolirono, primo Stato al mondo, la pena di morte. Qui un sindaco quale Giorgio La Pira riunì in Palazzo Vecchio, nell’ottobre 1955, i Grandi della Terra per dare risposte concrete al superamento dei conflitti. Fu La Pira che definì il ruolo del sindaco come “l’uomo-ponte” tra le istituzioni e i bisogni del cittadino.

Va da sé il contributo alto che da qui è stato da sempre apportato alla storia della salute e della cura e per quanto ci riguarda oggi, l’orgoglio della sede, nella nostra città, di questa storica e riconosciuta internazionalmente, scuola di Medicina Militare. Un presidio attento e vigile rispetto alle trasformazione degli attacchi con nuove e sempre più pericolose armi di aggressione di massa. Ho avuto di recente l’opportunità, ad un corso NATO NBCR all’Aeroporto Militare di Grazzanise, di vedere da vicino una simulazione di intervento interforze e con civili addestrati, di una decontaminazione da aggressione chimica. E questo, dopo essere stata di recente a Halabja in Iraq, dove nel mausoleo si possono osservare le foto di come sono morte per un bombardamento chimico, 5000 persone il 16 marzo del 1988.
Concludo citando, tra i tanti interventi in programma oggi, uno nell’Aula Bocchetti, la presentazione del libro “Alla ricerca di una identità. L’infermiere militare :Valori di una professione” del maresciallo Camillo Borzacchiello. Prendo in prestito il giusto titolo della pubblicazione, per ribadire che la ricerca di una identità non è soltanto quella dell’infermiere militare, del quale tratta il libro, ma anche quella di questo Paese, spesso diviso in localismi, lotta di corporazioni e di potentati l’uno contro l’altro armati. Fondamentale in questi 150 anni è stato il ruolo svolto anche dai nostri militari e da tutte le forze armate. Nel trasmettere valori forti, fondanti del comune sentire.

Scorrendo la brochure del Convegno, colpisce come sempre la quantità e l’alta qualità degli argomenti trattati e la specifica competenza dei relatori chiamati a svolgerli. In questi sette anni, ormai un fronte unico di interforze. Un excursus della Storia della Medicina Militare, se mi concedete il termine, in orizzontale, attraverso le varie Armi delle nostre Forze Armate, e in verticale, dal XVI secolo alla maschera anti-NBC (nucleare,biologico, chimico) passando per i temi riferiti al Risorgimento e ai teatri di guerra ancora aperti del Terzo Mondo.
Un’ultima parola di riconoscimento intendo dedicarla alle operatrici e operatori professionali della Croce Rossa. Per lo svolgimento di un ruolo encomiabile e silenzioso svolto nella prevenzione, cura e riferimento per comunità afflitte.
A tutte e tutti voi, grazie per aver operato con competenza e serena operosità, per quanto avete dato e per ciò che vorrete progettare ancora con noi per proseguire in un unico fronte, l’opera di Pace e Salute nel mondo intero"
 

 

(lb)