Galli (PdL): "Inaccettabile ospitare Jan Fabre a Firenze. Il comportamento dell'artista con gli animali è contrario al patrimonio culturale e alla sensibilità della città"

Una mozione firmata da tutti i capigruppo in consiglio comunale chiede di non permettere la rappresentazione a "Fabbrica Europa"

L’interruzione anticipata della seduta del consiglio comunale di ieri non ha permesso la discussione e il voto su una mozione presentata dal capogruppo PdL Giovanni Galli e firmata da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione. La mozione chiede all’amministrazione comunale di “evitare che il 12 e 13 maggio presso la Stazione Leopolda si tenga la rappresentazione dello spettacolo dell’artista belga Jan Fabre prevista nell’ambito della rassegna Fabbrica Europa, indipendentemente dal contenuto specifico e dalle tecniche utilizzate, per stigmatizzare il comportamento tenuto dall’artista nei confronti degli animali, non conforme al patrimonio culturale e alla sensibilità della città di Firenze”.
Nel testo dell’atto, che sarà portato di nuovo al voto nella seduta di lunedì prossimo, si richiama la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, in particolare l’articolo (il numero 13) dove si stabilisce che “L’animale morto deve essere trattato con rispetto”. Citato anche il Regolamento Comunale sulla tutela degli animali, approvato all’unanimità nel maggio ’99, e in cui si legge, tra l’altro, che “Il Comune di Firenze opera affinché sia promosso nel sistema educativo dell’intera popolazione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia, il rispetto degli animali e il principio della corretta convivenza con gli stessi”. Ancora più esplicito il comma che indica come il Comune “valorizza la tradizione e la cultura animalista della città ed incoraggia le forme espressive che attengono al rispetto e alla difesa degli animali”.
“Sulla base di queste che sono le regole che la città di Firenze si è data, e sono da tutti condivise – ha notato Galli – non giudichiamo opportuna la presenza alla Stazione Leopolda di un artista che ha esposto animali morti nelle proprie opere. Qualcuno dice che l’arte contemporanea è ‘tutto’, ma se un limite può e deve esserci, è quello del rispetto della vita umana, dell’ambiente e di ogni specie animale”. (fdr)