Primo Maggio, Livi (PD): "La libertà di scelta non riguarda nè commessi nè dipendenti, che hanno solo perso qualità di vita"
Sul Primo Maggio ecco l'intervento della consigliera del PD in consiglio comunale Claudia Livi:
"• Prendo la parola oggi perche’ penso che il tema che ha animato la stampa locale e nazionale di questi giorni avrebbe meritato una discussione nella sede propria, che si interessa della citta’ e delle sue regole: il consiglio comunale
• Ho invece letto molte dichiarazioni e molte interviste
• Parlo oggi, perche’ niente e’ concluso e perche’ la questione centrale sollevata dall’ordinanza del sindaco in merito all’apertura dei negozi per il 1° maggio merita di essere ripresa, approfondita e discussa, perche’ coinvolge i punti salienti della nostra vita: il tempo del lavoro ed il tempo del riposo.
• Sono consapevole delle prerogative che hanno il sindaco e la giunta, che devono essere rispettate in ogni caso: un consigliere ha le sue, degne di altrettanto rispetto.
• L’attenzione che l’opinione pubblica ha riservato a questa iniziativa della giunta credo che sia dovuta non tanto al desiderio di polemizzare con l’amministrazione, ma al fatto che Firenze e’ vissuta giustamente come un laboratorio politico sotto le luci del dibattito nazionale, e ogni iniziativa che riguarda la citta’ e i suoi cittadini puo’ essere da esempio per altre realta’.
• Ma le dichiarazioni del sindaco:
• “Una citta’ come Firenze non chiude”.
“ Non chiudo Firenze per ideologia”, “Consentiamo liberta’ di scelta a chi vuole aprire” meritano quanto meno una riflessione.
• L’articolo 1 della Carta costituzionale dice che “l’Italia e’ una repubblica fondata sul lavoro”: i lavoratori che, oltre che doveri, hanno anche diritti, che ieri hanno dovuto difendere con una giornata di sciopero indetto unitariamente.
• La liberta’ di scelta a cui si appella il sindaco non e’ certo per i commessi e per le commesse, che oltre a dover garantire il proprio lavoro per tutte le domeniche dell’anno, hanno visto oggi negato il diritto a quel tempo di riposo che anche la legge regionale prevede.
• Cinque sono infatti le festivita’ garantite da quella legge, e una tra queste e’ non a caso il Primo maggio.
• Liberta’ di scelta non certo per i lavoratori del commercio, nel migliore dei casi dipendenti e subordinati e comunque sempre oggetto di ricatti impliciti da parte dei datori di lavoro.
• Liberta’ di scelta che questa volta e’ andata nella direzione di considerare questa citta’ una vetrina da offrire a turisti e visitatori in qualsiasi giorno dell’anno, rispondendo a una logica agli antipodi rispetto ai principi ribaditi dalla nostra carta costituzionale.
• E non metterei proprio sullo stesso piano l’apertura di luoghi istituzionali e simbolici ( come Palazzo Vecchio) o il garantire servizi essenziali, azioni queste che favoriscono la vita sociale e collettiva, con l’apertura di un grande magazzino.
• Ancora piu’ colpito un altro aspetto all’interno della categoria dei lavoratori del commercio : le donne, perche’ donne sono infatti la grande maggioranza delle commesse sul cui lavoro vivono i negozi della nostra citta’. Commesse che sono madri, compagne, mogli , figlie e che gia’ normalmente si trovano in grande difficolta’ fra i molti equilibrismi quotidiani a cui sono costrette tra lavoro e vita famigliare.
• Questa volta il loro tempo di riposo, probabilmente programmato e pianificato da tempo, e’ stato indubbiamente sopraffatto dal tempo di lavoro.
• Tutti noi parliamo in continuazione di qualita’ della vita e di bellezza di questa citta’: credo che la qualita’ della vita passi anche per avere momenti collettivi – familiari e non – in cui il riposo o comunque il trascorrere delle ore insieme alle persone piu’ care sia garantito .
• Certamente le lavoratrici avranno garantito il recupero o il pagamento delle ore lavorate, ma nessuno garantira’ loro il recupero del tempo non trascorso insieme ai propri cari.
• E ritengo che anche questa sia stata una scelta politica che e’ andata esattamente nella direzione opposta al miglioramento della qualita’ della vita cui tutti noi vorremmo contribuire.
• Pensierino della sera: sono al secondo mandato, e continuo a coltivare un sogno. Che sui temi quali “ il rispetto dei tempi, il ciclo di vita delle famiglie, le relazioni” che anche il sindaco definisce “grandi” ci siano momenti di confronto, dibattito, discussione tra i vari organi amministrativi di questa citta’ nelle sedi proprie e non solo attraverso la stampa, le mail, o i social-network, che possono sembrare un momento di alta democrazia ma che non garantiscono una sintesi finale in cui vengano accolte le posizioni espresse".
(lb)