Giocoli (PdL): "La diatriba dell'apertura dei negozi il Primo Maggio mi ricorda il tormentone del Ferragosto"

“Apertura sì o no il Primo Maggio… mi ricorda tanto il tormentone di qualche anno fa sull’apertura dei negozi per ilFerragosto”. Questo il commento della vicecapogruppo del PdL Bianca Maria Giocoli.
“Nel 2000 – ha ricordato Giocoli – presentai su sollecitazione di molti commercianti, soprattuttomedio-piccoli del centro storico, una mozione affinché fosse sancita la libertà di scelta relativamente all’apertura nel giorno del Ferragosto, ma il consiglio comunale bocciò inesorabilmente la mia proposta. La città fu come non mai alla mercé dei venditori abusivi. Ripresentai l’anno dopo la stessa mozione, e questa volta dopo un’ampia discussione nella commissione competente accompagnata dalla concertazione con le categorie economiche, la mozione passo all’unanimità. Maneanchenel 2001 i negozi poterono aprire, perché il Sindaco Domenici si mise di traverso e incurante della volontà del consiglio comunalenon firmò la relativa ordinanza di deroga. Solo nel Ferragosto del 2002, finalmente il sindaco ebbe un ‘ravvedimento operoso’ e cambiò l’ordinanza: inegozi finalmente poterono scegliere se stare o no aperti. E inumeri mi dettero ragione”.
“La novità fu accolta infatti con grande entusiasmo dai turisti che trovarono una città non in balia dei soli venditori abusivi come negli anni precedenti, ma accogliente e con il supporto dei musei aperti. Firenze dimostrò insomma di essere una vera città europea – ha aggiunto la vicecapogruppo PdL –. L’apertura dei negozi fece si che la città non venisse consegnata in toto agli abusivi di ogni sorta ed evitò un doppio danno: le mancate vendite e rifornimenti per i negozi, e le mancate entrate per l’erario visto che gli anni passati non vi erano state emissioni di scontrini fiscali”.
“Troppa demagogia e poca lungimiranza non aiutano certo la nostra città ad uscire da un provincialismo ancora imperante e nemmeno le esperienze passate o quelle di altre realtà sembrano sconfiggere le ottusità di alcuni e le riottosità di altri” ha concluso Giocoli. (fdr)