Stella e Alessandri (PdL): "Il primo maggio non si riduca a un dibattito su negozi aperti o chiusi, ma sia un momento di riflessione sul mondo del lavoro e sulle prospettive future"

"La concertazione sia la base delle azioni da intraprendere"

“Il primo maggio non può ridursi a un dibattito sul fatto se sia più opportuno tenere gli esercizi commerciali aperti o chiusi, se così fosse verremmo meno al compito che gli elettori ci hanno affidato: amministrare una città”. Questo il commento dei consiglieri del PdL Marco Stella e Stefano Alessandri. “In un momento di grave crisi economica come quella che stiamo vivendo, che colpisce indistintamente lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e lavoratori in proprio, abbiamo il dovere di non lacerare le relazioni industriali – hanno aggiunto i due esponenti del centrodestra –. Abbiamo il dovere di dare risposte ai lavoratori che non ce la fanno ad arrivare neanche a metà del mese e che vivono in condizione di insicurezza. Abbiamo il dovere di dare prospettive alle nostre imprese che sono in crisi”.
“La soluzione anti-crisi – hanno sottolineato Stella e Alessandri – non è certamente fare aprire le attività commerciali il primo maggio, e se così fosse non si capisce come mai possano aprire soltanto le attività all’interno della cerchia dei viali, come se la crisi colpisse solo loro, dimenticandosi completamente della periferia. A questo tema si aggiunge quello della sicurezza sul lavoro, dato che abbiamo il triste primato delle ‘morti bianche’ e degli incidenti sul lavoro nell’Unione Europea. Siamo convinti che per uscire dalla crisi sia invece necessario fare sistema, tra imprese, sindacati, lavoratori”.
“Per questo rivendichiamo il ruolo della concertazione, non come strumento del non fare, ma come sistema del fare insieme, perché siamo convinti che soltanto con il contributo di tutti sia possibile affrontare questa crisi economica” hanno concluso. (fdr)