Ragazzi in festa nel Salone dei Cinquecento per il Progetto Mus-E'
Quasi trecento bambini sono stati protagonisti, questo pomeriggio nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, della premiazione del ‘Progetto Mus-E’ (Musique Europe).
Erano presenti l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi, il presidente del consiglio comunale Eugenio Giani, l’ingegner Paolo Fresco, presidente e vicepresidente dell’Associazione Mus-e Firenze onlus e Orietta Malvisi Moretti, coordinatrice del progetto.
Il progetto è nato da un’idea del violoncellista Yehudi Menuhin, che costituì nel 1993 a Bruxelles la Fondazione internazionale Yehudi Menuhin per sviluppare Mus-E in Europa. Sotto la guida di artisti professionisti , le discipline più diverse, (musica, canto, teatro, danze figurative, mimo) facilitano la comunicazione e la condivisione dell’esperienza in forme diverse dal linguaggio verbale.
L’obiettivo è aiutare i bambini a maturare le proprie potenzialità espressive e la propria capacità di osservazione e relazione. L’iniziativa viene proposta alle scuole dell’infanzia e alle primarie pubbliche con elevata presenza di bambini immigrati e dal difficile background socio-culturale, luoghi dove l’esperienza artistica guidata insegna a comprendere possibili modi di essere e dove il linguaggio artistico favorisce l’incontro tra culture.
«Ogni singola vita – sosteneva Menuhin – è un’opera d’arte che attende di essere espressa».
A Firenze, in questo anno scolastico, hanno partecipato al progetto 6 scuole primarie (Vittorio Veneto, Cairoli, Ernesto Balducci, Francesco Baracca, Nazario Sauro E Giocchino Rossini) ed 1 doposcuola (Centro Sociale Le Piagge) per un totale di 18 classi, coinvolgendo 360 bambini e 5 artisti.
MUS-E è rivolto anche ai bambini “diversamente abili” in quanto permette di esprimere le loro qualità troppo spesso sottovalutate.
La finalità che si propone non è l’apprendimento delle specifiche discipline artistiche ma la condivisione del codice di comunicazione delle singole arti, con diretta influenza sulla maturazione e l’equilibrio dell’individuo.
In questo modo, la scuola non è più soltanto luogo di studio e di apprendimento, ma diventa anche spazio per vivere insieme con passione e creatività. (fn)