Violenza, Giambanco (PdL): "Di fronte ai fatti di questi giorni, come è possibile parlare di città sicura"
Questo l'intervento del consigliere del PdL Antonio Giambanco riguardo ai fatti di violenza accaduti in questi giorni. L'esponente di centro destra si riferisce in particolare all'omicidio del pasticcere di Tavernuzze, l'aggressione della studentessa in via Maggio, le tre studentesse rinchiuse in casa in via Pierluigi da Palestrina. (lb)
"Ormai le azioni di violenza che avvengono nella nostra città non fanno più notizia. La quotidiana violazione della legge fa parte di un costume al quale i cittadini, sia pure a malincuore, si stanno piegando; stanno entrando piano piano nell’ottica del “fai da te” visto che chi dovrebbero garantir loro sicurezza e tranquillità non riesce in questo intento. Chi ha ragione: gli organi istituzionali che affermano a più riprese di fare tutto il possibile assicurando che questi fenomeni siano saltuari, o i cittadini che, da un’indagine demoscopica recente, affermano uno su tre di avere paura anche di fare una passeggiata?. Da un lato si deve riconoscere che il fenomeno della violenza in città finora non ha fatto salire l’indice di attenzione a livelli drammatici; dall’altro però si deve anche far presente e considerare che i numeri molte volte siano strumentali e non rappresentano le situazioni nella loro vera autenticità. Più volte abbiamo affrontato il problema e tutte le volte ci siamo sempre sentiti dire che, in fondo la città è sicura, che si stanno adottando tutti i provvedimenti, che il numero delle denunce è inalterato non tenendo presente che è il concetto di “Firenze città sicura” sia tutto da verificare alla luce di una propaganda politica demagogica; che i provvedimenti adottati sono allo stato dei fatti conosciuti solo da chi li mette in opera senza sentirsi in dovere di comunicarli dimenticando quanto la concertazione, specie in questo campo, sia importantissima; che i numeri delle denuncie non sia reale in quanto i cittadini non hanno più fiducia in coloro che dovrebbero rendere giustizia di accadimenti delinquenziali che spessissimo rimangono impuniti e che comunque se perseguiti non producono quel tipo di giustizia che dovrebbe servire da deterrente al reiterarsi di analoghi episodi. Nei giorni scorsi abbiamo sottolineato gli omicidi, le violenze nei locali notturni, ieri abbiamo messo in evidenza quanto accaduto in Piazza Santo Spirito, l’aggressione della studentessa americana in Via Maggio, oggi la morte del pasticciere a Tavarnuzze, il sequestro delle tre universitarie in Via Pier Luigi da Palestrina, lo scippo in via del Massaio e ci fermiamo qui certi, purtroppo che l’elenco continuerà in futuro ad allungarsi. A chi continua ad affermare che il fenomeno sia circoscritto, che “in fondo” la città è sicura, vorremmo chiedere come avrebbero reagito se questi avvenimenti li avessero coinvolto personalmente o se vivono tranquillamente le ore che precedono il rientro dei loro familiari".
(lb)