Stella, Alessandri e Roselli (PdL): "Il Comune di Firenze non incassa 500mila euro per i ‘furbetti delle mense'"

“Cinquecentomila euro: sono i soldi che il Comune non incassa per i furbetti delle mense. L’Assessore Di Giorgi rispondendo ad una nostra interrogazione ha fornito i dati della morosità in merito alle mense comunali”. Questa la dichiarazione dei consiglieri del PdL Marco Stella, Stefano Alessandri ed Emanuele Roselli.
“Gli iscritti totali al servizio mensa comunale sono 25.159 per una previsione di entrata nel bilancio 2010 di € 11.200.000 – hanno aggiunto i tre esponenti del centrodestra –. La morosità totale ammonta a € 870.000, il Comune riesce a recuperare soltanto 370mila euro, lasciando oltre 500mila euro di morosità annua. Il Regolamento del Comune di Firenze per il diritto allo studio, in merito alla refezione scolastica permette oggi alle famiglie in difficoltà economica di accedere al servizio mensa con tariffe differenziate, infatti le tariffe sono calcolate tramite ISEE, addirittura regolamento prevede in casi di particolari situazioni l’esonero del pagamento della mensa”.
“Ci chiediamo quindi – hanno sottolineato ancora Stella, Alessandri e Roselli – quali siano i motivi del mancato pagamento. Ci sono casi di genitori che non hanno mai pagato nel corso degli anni il servizio mensa? Assistiamo al paradosso che nel regolamento del servizio trasporto alunni a scuola l’articolo 5 dice ‘il mancato pagamento comporta la sospensione del servizio finché la situazione non venga regolarizzata’, mentre coloro che sono morosi nell’anno precedete vengono ammessi al servizio mensa”.
“Chiediamo all’Assessore – hanno concluso i consiglieri del PdL – che venga fatta una ricognizione il più possibile puntale sullo stato della morosità e delle cause relative alla morosità, quali sono i motivi di fondo che non consentono alle famiglie di poter pagare le retta; nel caso di evidenti difficoltà economiche siamo pronti a discutere sulle modalità di intervento per aiutare le famiglie ed i bambini, ma non possiamo accettare che ci siano dei ‘furbetti delle mense’, che pur potendoselo permettere non pagano il servizio scaricando il costo sull’intera collettività”. (fdr)