Torselli (PdL): "Per qualcuno il 25 aprile serve ancora a propagandare odio e violenza"
“All’indomani dell’ennesima presa di distanza dell’intero Consiglio Comunale (maggioranza compresa) dai gravi atti di violenza e di intolleranza registrati negli ultimi giorni in alcune scuole superiori e facoltà universitarie di Firenze, le organizzazioni studentesche di sinistra tornano a distribuire altro materiale inneggiante all’odio e alla violenza, utilizzando stavolta a pretesto il solito 25 Aprile”. Questo il commento di Francesco Torselli, consigliere comunale e dirigente nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del PdL.
“Non vale neppure la pena soffermarsi – commenta l’esponente del centrodestra a Palazzo Vecchio – a spiegare a questi ragazzini che si credono rivoluzionari solo perché possono permettersi di fare la vita da mantenuti e giocare alla guerriglia nel tempo libero, quale dovrebbe essere il significato di una data come quella del 25 Aprile, data che per decenni ha rappresentato l’odio dei vincitori per i vinti, ma che da qualche anno, grazie all’impegno di tutte le istituzioni, sta finalmente pian piano trasformandosi nella festa della memoria storica condivisa”.
“Purtroppo – continua Torselli – a tentare con ogni mezzo di rinfocolare l’odio e le divisioni, ad usare un linguaggio retorico che pare copiato dai proclami della resistenza di 65 anni fa ed a millantare di proseguire la ‘lotta’ contro i fascisti non sono gli ultimi reduci di quel periodo, ma purtroppo ragazzini in buona parte neppure maggiorenni”.
“E’ sconcertante e al tempo stesso preoccupante – prosegue il consigliere PdL – leggere, in volantini fatti liberamente distribuire nelle scuole e nelle università, che la vittoria democraticamente ottenuta dalle liste studentesche vicine al PdL ‘impone la pratica dell'antifascismo come una necessità: il negargli ogni spazio di agibilità politica nelle scuole e nelle facoltà è un'urgenza!’ e che ‘gli studenti scenderanno in piazza nella data della Liberazione dal regime fascista. Come tutti gli anni non sarà una festa, ma una giornata di lotta, ben lontana dagli ipocriti teatrini commemorativi delle istituzioni. Una giornata in cui gli antifascisti dalle scuole e dalle università torneranno a manifestare la loro determinazione a non cedere un metro di spazio ai neofascisti, in questi ultimi giorni già contestati durante la Consulta Provinciale degli Studenti, cacciati dall’Università di Novoli e dal Liceo Da Vinci…’”.
“Chiediamo per l’ennesima volta – conclude Torselli – che le istituzioni prendano una posizione netta ed inequivocabile nei confronti di questi soggetti che parlano di ‘pratica dell’antifascismo’ e di ‘negare spazi di agibilità politica’ rivolti al movimento giovanile del primo partito italiano che, ricordiamo, esprime pure, oltre a numerosi eletti negli enti locali di tutto il paese, un Ministro della Repubblica. Speriamo di non vedere addirittura dei rappresentanti delle istituzioni condividere con questi elementi le celebrazioni del 25 Aprile, poiché questo significherebbe legittimare chi reputa normale l’uso della violenza, dell’intolleranza e della cancellazione fisica dell’avversario nella politica quotidiana”. (fdr)