De Zordo (perUnaltracittà): "Ex Panificio, una sentenza che fa giustizia"

"Adesso un progetto partecipato per l'uso pubblico dell'area"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo

“Oggi il Comitato Ex Panificio Militare festeggia, e noi festeggiamo con loro. Il Consiglio di Stato ha dato torto alla Baldassini Tognozzi Pontello, proprietaria dell’area, riconoscendo che la destinazione pubblica è sempre in vigore. Di conseguenza, la proprietà non può intervenire con semplici Dia, ma con progetti dettagliati che devono essere approvati dal Comune.
È una sentenza importante per i cittadini di Rifredi e per tutta la città, anche perché si stabilisce un precedente significativo: chi acquista un’area con destinazione pubblica non ha poi nessun titolo per pretendere varianti, permessi a costruire sulla base dell’esistente o addirittura risarcimenti.
L’area dell’Ex Panificio ha destinazione F2: "attrezzature pubbliche e servizi pubblici di interesse urbano e territoriale". Tali attrezzature, come afferma espressamente la sentenza, possono essere realizzate anche dal privato, che non subisce quindi alcun esproprio né danno.
Dopo aver condiviso e sostenuto le battaglie del Comitato, auspichiamo adesso la realizzazione di un PROGETTO UNITARIO trasparente e partecipato, esteso all'intero perimetro dell'area, con cui si indichino le modalità di intervento.
Forte della sentenza, il sindaco Renzi può e deve decidere con chi schierarsi, se dalla parte dei residenti che da tempo lottano contro i progetti speculativi a difesa del diritto al verde e agli spazi pubblici, o dalla parte delle imprese per cui ogni vuoto urbano è un mancato guadagno.
Viste le colate di cemento che hanno sommerso in questi anni l'intero quartiere di Novoli/Rifredi, saturato di funzioni, stravolto dai cantieri, oppresso dal traffico e dall’inquinamento, riteniamo che sussista per il sindaco un obbligo morale ad un risarcimento, seppure parziale, ai cittadini del quartiere, per i danni arrecati da una politica edilizia distruttiva che il Comune non ha saputo arginare e che addirittura ha visto coinvolti alcuni suoi esponenti tecnici e politici, peraltro oggetto di inchieste da parte della magistratura”. (fdr)