Domani commemorazione del sacrificio del comandante Senigaglia

La consigliera Agostini rappresenterà l'amministrazione per ricordare l'eroico partigiano, medaglia d'argento al valor militare

«Sul Gonfalone c’è una medaglia d’oro che sottolinea il significato storico della Liberazione di Firenze da parte di cittadini e di partigiani. Per questo valore sentiamo il dovere di celebrare senza retorica il ricordo di storie non personali ma rappresentative del sacrificio umano di tanta parte del nostro popolo, protagonista negli anni ’40 di una guerra civile per la conquista della libertà e della democrazia». Lo ha detto la consigliera Susanna Agostini che domani, in via Pandolfini, commemorerà il sacrificio del comandante partigiano Alessandro Sinigaglia.
«Un dovere istituzionale quello di incontrarci per ricordare quegli eventi - ha sottolineato Susanna Agostini - Sinigaglia, detto "Vittorio", medaglia d'argento al valor militare, fu riconosciuto, in via Pandolfini, nel 1944, da due dei cosiddetti "Quattro Santi", componenti di quella famigerata "Banda Carità" che operava a Villa Triste, e fu ucciso sul posto».
«Sinigaglia, nato a Firenze nel 1902, fu attivista dell'antifascismo – ha ricordato - comunista dal 1926, aveva svolto il servizio militare in marina come sommergibilista. Fu figura di spicco nel PCI espatriato prima la Francia e poi a Mosca dove ha frequentato la scuola di partito mentre lavorava in fabbrica. Negli anni trenta organizzò cellule di partito in Svizzera poi partecipa alla guerra nella Spagna repubblicana come ufficiale di bordo su di un incrociatore delle Nazioni Unite collabora alla bonifica del Porto di Barcellona minato dai franchisti. Finita la guerra in Spagna venne internato in Francia insieme ai superstiti delle Brigate internazionali. Consegnato ai fascisti fu riportato in Italia e rinchiuso nel carcere di Ventotene. Rientrato a Firenze nel 1943 fondò a Firenze i ‘gruppi di azione partigiana’». (fn)