Alessandri e Stella (PdL): "Dei 51 milioni delle multe ai fiorentini solo lo 0,19% utilizzato per l'educazione stradale, e lo 0,07% ai piani del traffico"
“Solo 65mila euro all’anno, lo 0,19% del totale dei proventi dalle multe, viene utilizzato dall’amministrazione comunale per educare i giovani alla guida e al rispetto del Codice della strada”. Questa la denuncia dei consiglieri del PdL Stefano Alessandri e Marco Stella.
“Il Comune di Firenze – hanno dichiarato i due esponenti del centrodestra – ha incassato nel 2008 oltre 51 milioni di euro dalle sanzioni per infrazioni al codice della strada, e dispiace dover constatare ancora una volta come, sia nel 2008 che nel 2009, una percentuale ridicola sia stata dedicata a quella che a nostro parere dovrebbe essere una delle voci fondamentali di utilizzo di questi soldi dei cittadini: l’educazione alla sicurezza sulla strada che ogni anno miete decine di giovani vittime”. “Non solo – hanno aggiunto Alessandri e Stella –: leggendo i numeri inseriti in bilancio, salta agli occhi un altro dato inaccettabile, e cioè che appena 26.400 euro (lo 0,07%) viene impiegato per la redazione di piani urbani del traffico. In compenso, fioriscono voci quantomeno discutibili come il pagamento di ‘interessi passivi per trasporti pubblici’ (oltre 3 milioni di euro) o gli oltre 4 milioni di quota capitale sempre per il trasporto pubblico locale”.
“La legge – hanno aggiunto i due consiglieri del PdL – fissa termini ben precisi per l’utilizzo dei proventi dalle multe, indicando di privilegiare la manutenzione stradale, studi, ricerche e propaganda per la sicurezza stradale, oltre alla realizzazione di interventi a favore della mobilità ciclistica e degli utenti deboli (pedoni, ciclisti, bambini, anziani e disabili)”.
“Vorremmo sapere – hanno concluso Alessandri e Stella – se la giunta Renzi ha intenzione di continuare sul cammino già tracciato dalle precedenti giunte, come pare fino ad oggi, o se in questo, che è un comparto assai sensibile per il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, vorrà stabilire una concreta discontinuità”. (fdr)