Razzismo negli stadi, il vicesindaco Nardella: "Valorizziamo la missione educativa dello sport"

"Il nostro obiettivo deve essere quello di valorizzare al massimo la missione educativa dello sport”. Lo ha detto il vicesindaco e assessore allo sport Dario Nardella nel suo intervento all’incontro-dibattito sul tema del razzismo negli stadi, organizzato dal questore Francesco Tagliente.
“Voglio esprimere tutto il mio apprezzamento al questore – ha aggiunto il vicesindaco Nardella – per come ha impostato questa iniziativa. La partita di domani fra Fiorentina e Inter è un pretesto per affrontare da diverse angolature questo fenomeno che se non affrontato al meglio rischia di degenerare. Il calcio infatti non è la causa, ma l’effetto. Per la sua forza mediatica rappresenta una cassa di risonanza per comportamenti che riguardano le relazioni sociali nelle nostre comunità”.
Il vicesindaco Nardella ha sottolineato l’importanza di mettere allo stesso tavolo istituzioni, forze dell’ordine, sindacati, università, mondo del volontariato e società sportive richiamando al “concetto di squadra”, in una funzione che deve essere più che mai in chiave preventiva. “Per questo – ha detto ancora – le società affianchino la famiglia e la scuola nel ruolo di agenzia educativa. Le risposte che fin qui sono state messe in atto per affrontare il problema non bastano più. Dobbiamo passare dalla risposta alla prevenzione e per questo è necessario lavorare sui focolai di disagio sociale”. Il vicesindaco Nardella ha ricordato che la tifoseria fiorentina, grazie anche all’opera del questore Tagliente, ha dimostrato senso di responsabilità e maturità e ha evidenziato come l’arbitro “deve assumere sempre più un ruolo severo e fermo, fino alla sospensione di una partita, in caso di violenze, cori razzisti o esposizione di striscioni offensivi”.
“Dobbiamo percorrere tutti assieme una strada – ha concluso il vicesindaco Nardella – che ci porti a proporre un modello di integrazione e non di miserevole tolleranza che inevitabilmente sfocia in enclavi autoreferenziali di comunità. L’aspettativa e l’augurio è che questo tavolo possa allargarsi e diventare come un’orchestra. Ognuno dei componenti deve concorrere col proprio lavoro a progetti fattivi nelle rispettive competenze, in modo da diventare un modello a livello nazionale e internazionale”.(fd)