Caffè Alzheimer, dal 9 aprile alla BiblioteCaNova Isolotto malati e familiari insieme in un ambiente informale

Da venerdì 9 aprile alle 15, all’interno di BiblioteCaNova Isolotto inizia la sua attività il Libero Caffè Alzheimer 2. Promotori dell’iniziativa sono l’Associazione culturale Libri Liberi, il Quartiere 4 e Senior Service (RSA “Il Giglio” e RSA “Le Magnolie”). Il progetto si chiama “Libero Caffè Alzheimer” e si prefigge di aiutare coloro che sono ricoverati in strutture protette ma anche di togliere dall’isolamento quelle famiglie che, con enormi sacrifici, tengono il malato in casa. L’esperienza del Libero Caffè Alzheimer è nata nel gennaio 2009 presso la Libreria Libri Liberi (Via San Gallo 25r) per iniziativa della Fondazione Centro Residenziale “Vincenzo Chiarugi” della Misericordia di Empoli, rappresentando il primo esperimento del genere in un luogo apparentemente ‘inconsueto’. A distanza di oltre un anno i risultati sono stati altamente positivi, al punto che è stato deciso di esportare questo servizio in altre sedi. Ecco come uno dei frequentatori ha descritto il senso e l’atmosfera di questa esperienza: “una cosa che mi ha colpito tutte le volte che sono venuto al caffè è stato l’ambiente assolutamente non eccezionale che vi ho trovato… arrivando senza conoscere quasi nessuno, non capivo chi era il malato e chi no, chi il familiare, chi l’operatore, chi l’amico venuto a far merenda”. I casi stimati di Alzheimer e demenza senile in provincia di Firenze Ammontano a 14.310, su una popolazione di 223.613 anziani. 6.131 i casi nel Comune capoluogo su 95.833 residenti over 65. Questa malattia rappresenta un evento spesso squassante non solo per i pazienti ma anche per l’ambiente familiare e sociale circostante. Molti disturbi comportamentali, specie nelle prime fasi, più che un sintomo della malattia rappresentano la distanza fra quello che l'ambiente richiede e quello che il malato riesce a fare o dire come risposta. Una parziale ma importante soluzione consiste nel creare un ambiente accogliente, tranquillo, familiare, che non proponga al malato standard ai quali adeguarsi, ma al contrario accetti comportamenti anche inadeguati (purché non pericolosi per sé o per gli altri). Allo stesso tempo si è fatta strada l'esigenza di prendersi cura dell'ambito familiare nel quale il malato è inserito poiché, come in tutte le malattie croniche, non esiste servizio socio-sanitario che se ne possa far carico completamente. Da qui l’importanza di dare una risposta in termini di relazione, inclusione sociale, sostegno, informazione, condivisione ed è proprio a questo livello che si situa il progetto dei Caffè Alzheimer. (lb)