Differenza di genere nelle azioni politiche, il consiglio comunale approva ordine del giorno bipartisan

"Impostare le azioni e le politiche amministrative partendo dal valore ormai definitivamente assunto della differenza di genere e dare attuazione ai principi e alle strategie contenute nella legge regionale n.16 del 2009 ”Cittadinanza di genere e conciliazione vita-lavoro”. E' l'impegno richiesto al sindaco e alla giunta dall'ordine del giorno bipartisan approvato ieri in consiglio comunale e al quale hanno aderito le consigliere. (lb)

Si allega l'ordine del giorno 

 

lOrdine del giorno

Per informare le azioni amministrative al principio della differenze di genere

M.Federica Giuliani, Cecilia Pezza,Stefania Collesei , Francesca Chiavacci, Elisabetta Meucci, Tea Albini, Susanna Agostini, Claudia Livi, Bianca maria Giocoli, Ornella De Zordo

 


IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Ricordato che, come è noto, l’ origine della festa dell'8 marzo si fa risalire al 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché proprio l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Nello stabilimento scoppiò un incendio e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. In ricordo della tragedia su proposta di Rosa Luxemburg, l’8 marzo divenne una Festa internazionale a favore delle donne, per riflettere sulle loro condizioni ed organizzare iniziative per migliorare vita e lavoro.


Considerato che, a fronte della crisi che stiamo attraversando, le prospettive sull'occupazione elaborate dall'Unione europea restano sfavorevoli per il 2010, anzi viene sottolineato come l'impatto della crisi sul mercato del lavoro "non è ancora esaurito", abbattendosi in particolar modo su giovani e donne.

Assunto che, nel marzo del 2000, a Lisbona i Paesi europei ritennero indispensabile per la crescita dell’Europa elaborare un piano per l’occupazione femminile, ritenendolo appunto il motore propulsivo delle politiche di sviluppo europeo, con l’obbiettivo dichiarato di raggiungere il 60% delle donne impiegate - in lavoro autonomo o indipendente - proprio entro il 2010.

Preso atto che oggi dopo molti anni e i tanti interventi per ridurre il divario fra i generi ed aumentare la ricchezza del paese, ci ritroviamo ancora molto lontani dall’Europa. Infatti nonostante gli impegni assunti ed i progressi registrati negli ultimi anni, in tutta Europa e in Italia in particolare (siamo solo al 46,3%, penultimi) persiste un’accentuata disparità fra i generi in campo lavorativo, come sottolinea nella sua relazione nel 2009 il Commissario europeo alle pari opportunità Vladimir Spidla, dove si evince come il tasso di occupazione delle donne è del 58,3% contro il 72,5% degli uomini, in settori per lo più settoriali e con salari inferiori rispetto ai colleghi per le stesse mansioni, nonostante che rappresentino il 59% di tutti i nuovi laureati.

Considerato che la recessione è tornata ad allargare la forbice fra uomini e donne sul mercato del lavoro dei ventisette stati membri della Ue, dopo che tra il 1998 e il 2008 sono stati compiuti considerevoli progressi sul fronte dell'occupazione femminile, aumentata del 7,1% in dieci anni e arrivando al 59,1%, il trend positivo è stato bruscamente interrotto dalla crisi economica, col tasso di disoccupazione femminile balzato dal 7,4% del maggio 2008 al 9% del settembre 2009.

Visto che le pari opportunità non possono essere considerate argomento di nicchia o per soli addetti ai lavori, perché se è vero che la crisi ha accentuato il problema è pur vero che in Italia il superamento degli stereotipi e la conciliazione vita-lavoro per le donne sono ancora argomenti non risolti, tant’è che dalle statistiche risulta quanto sia frequente l’abbandono del posto di lavoro a seguito della maternità.


Evidenziato l’importante traguardo raggiunto proprio in Toscana, dove la percentuale delle lavoratrici raggiunge il 55,8 %, a fronte di una media nazionale del 43,6 %.

Ricordato che la Toscana è la prima regione in Italia che, dando attuazione all’articolo 117, 7° comma della Costituzione laddove dispone che “le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità fra donne e uomini nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso alle cariche elettive”, nel 2009 ha emanato una legge ad hoc.

Vista la legge regionale n. 16, approvata nel 2009, “Cittadinanza di genere e conciliazione vita-lavoro”, secondo la strategia indicata dall’Unione Europea mira a realizzare la parità fra uomo e donna attraverso azioni concrete atte a valorizzare i talenti e le professionalità delle donne, conciliare al meglio i tempi di vita e lavoro, combattere la violenza, le discriminazioni e gli stereotipi.

Considerato che questa legge indica nuovi strumenti con i quali realizzare in concreto l’integrazione della dimensione di genere in ogni campo e nella programmazione istituzionale, sollecitando e promuovendo nuovi comportamenti sociali, declinando il concetto di cittadinanza di genere in tutti i settori, costituendo pertanto il naturale punto di riferimento anche per le politiche degli enti locali.

Evidenziato che anche per l’Unione Europea occorre lavorare in maniera decisa per ridurre le differenze tra uomo e donna sul lavoro, dal tasso di occupazione alle remunerazioni, dalle ore lavorate alle posizioni di responsabilità e alle possibilità di carriera, è il sistema per dare un grande contributo per uscire dalla crisi.
Affermato che il lavoro delle donne non è un “problema” al femminile ma riguarda tutta l’economia e la società e che il lavoro delle donne migliora il reddito delle famiglie, ne accresce la capacità di consumo mettendole al riparo da eventuali rischi e imprevisti ed è anche il volano per altri posti di lavoro.
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
Ad impostare le azioni e le politiche amministrative partendo dal valore ormai definitivamente assunto della differenza di genere e dare attuazione ai principi e alle strategie contenute nella legge regionale n.16 del 2009 ”Cittadinanza di genere e conciliazione vita-lavoro”


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Per la discussione l’8/3/2010
F.Bonifazi
O.De Zordo
G.Galli
V.Spini
E.Cruccolini
S.Di Puccio
G.Scola
M.Razzanelli