In mostra Firenze come l'Italia vinse la guerra contro l'analfabetismo

Dal 6 marzo al 30 aprile alla Marucelliana sussidiari, sillabari e libri di lettura. Visibili anche estratti dei programmi Rai del maestro Manzi

Le lezioni del maestro Alberto Manzi, che sulla Rai, con ‘Telescuola’ e ‘Non è mai troppo tardi’ permise a un milione e mezzo di italiani di ottenere la licenza elementare. I sussidiari, i sillabari e i libri di lettura, alcuni dei quali illustrati da un artista come Silvano Campeggi.
In mostra Firenze, alla biblioteca Marucelliana (9 marzo-30 aprile), arrivano alcuni degli strumenti che hanno garantito l’alfabetizzazione dell’Italia.
L’evento, ‘Imparare a leggere e scrivere nell’Italia del dopoguerra: sillabari, sussidiari e televisione’, ha il patrocinio del Comune ed è organizzato dal Lions Club Firenze con la Biblioteca Marucelliana ed in collaborazione con il Centro Alberto Manzi di Bologna.
La rassegna presenta agli studenti di ieri e di oggi pagine scelte da quei libri, talvolta anche riccamente illustrate da artisti di chiara fama, ed estratti dal programma “Non è mai troppo tardi” con il maestro Manzi, la sua vita e la sua attività di studioso e pedagogo.
«Scelte governative lungimiranti – ha ricordato l’assessore all’educazione – garantirono l’alfabetizzazione del nostro Paese. Negli anni Cinquanta le metodiche di insegnamento fecero tesoro degli strumenti tecnologici di quagli anni, ad esempio la televisione che apparve ufficialmente in Italia il 3 gennaio del 1954».
«Con questa mostra – ha proseguito l’assessore – raccontiamo una svolta epocale nel metodo didattico che ha fatto differenza nell’Italia del dopoguerra e che a tanti italiani, nel dopoguerra, di imparare a leggere e a scrivere. Un passo di avvicinamento verso la realizzazione del ‘museo della scuola’ che con la sua ricca dotazione di fondi librari e archivistici, letteratura giovanile e un’ampia collezione di giornalini scolastici, e di materiale didattico prodotto dai primi anni del Novecento, può diventare un centro culturale con dotazione multimediale di grande rilevanza»
«Una delle priorità della giovane Repubblica Italiana – ha spiegato il presidente del Lions club Gilberto Giusti – fu quindi quella di affrontare il problema del secolare analfabetismo, sopratutto nelle zone rurali e nel meridione. L'impegno di quegli anni sia con la scuola dell'obbligo, sia con le scuole popolari che con Telescuola, attraverso i suoi programmi televisivi, permise nel giro di venti anni di dimezzare il numero degli analfabeti in Italia che passarono dal 12,90% del 1951 al 5,22% del 1971. I libri di testo di quel tempo di rapido sviluppo economico, avevano presente un progetto di società costituita da cittadini istruiti, laboriosi, solidali ed educati, rispettosi della propria Patria e di quella degli altri. La televisione “buona maestra” con il programma “Non è mai troppo tardi”, condotto dal Maestro Alberto Manzi, contribuiva alla costruzione di quella nuova società, permettendo di far conseguire dal 1960 al 1968 più di un milione di diplomi di scuola elementare. Uno slancio entusiasmante che contribuì a fare crescere culturalmente ed economicamente il nostro Paese, fino a divenire negli anni settanta la settima potenza industriale del mondo».
«La mostra – ha concluso - non è un' operazione “nostalgia”, né un “come eravamo”. I ragazzi di ieri troveranno, in quelle paginette dei libri di testo, le parole e i sentimenti che li hanno fatti crescere e formare come cittadini; i ragazzi di oggi i valori e le virtù che sono ancora loro patrimonio, seppure trasformati nel tempo odierno. Tutti riconosceranno l'identità profonda del Paese a cui bisogna fare riferimento, soprattutto nei momenti di incertezza, per riprendere forza e vigore nella costruzione della buona società che è un'opera che non si compie mai e che deve combattere sempre nuove forme di analfabetismo».
«Non abbiamo avuto un attimo di esitazione a lavorare per l’allestimento di questa mostra – ha commentato Monica Maria angeli, direttrice della Marucelliana – si trattava di esplorare un periodo finora rimasto un po’ in ombra e ricercare tra i molti libri scolastici accantonati e non catalogati. Ha prevalso, però quasi subito la passione e il lavoro e la ricerca di Marta Zangheri, la disponibilità all’aiuto di Annamaria Corti, il coordinamento organizzativo di Roberto Maini e la collaborazione di tanti colleghi che, anche se non direttamente coinvolti, hanno permesso la realizzazione dell’iniziativa». (fn)


La mostra si articolerà in due sezioni :

I. sezione.
Sillabari e sussidiari per la scuola elementare.
La scuola riforma e riscrive i suoi libri di testo dopo la parentesi del ventennio fascista, ispirandoli ai valori ed ai principi nuovi. Nei sillabari, sussidiari, libri di lettura nel periodo compreso fra il 1945 al 1962, presenti negli archivi della Biblioteca Marucelliana di Firenze, al bambino già ubbidiente, ossequioso dei maestri e dei genitori, religioso e buono, si insegnano i nuovi valori della solidarietà fra gli uomini e fra i popoli. La patria diviene un giardino da coltivare in pace dopo essere stata una terra da difendere. Sono esposti i sillabari, sussidiari, libri di lettura, ed altri testi per l'insegnamento elementare, con l'evidenza delle pagine più belle, più curiose e significative sia dal punto di vista dei contenuti didattici che dal punto di vista della veste grafica. Un viaggio nei sentimenti e nell'educazione che stupisce ed intenerisce.
La mostra evidenzia tramite i contenuti di sillabari, sussidiari e letture per la scuola elementare nel periodo preso in esame, il rapido mutamento dei valori da insegnare al bambino e quindi l’evoluzione del modello di società.
Le chiavi di lettura sono :
La nostra Patria;
Il dovere di lavorare, il lavoro come mestiere;
La famiglia: i bambini;
La famiglia: babbo, mamma, nonni;
Il mondo che cambia;
La scuola;
Il progresso;
L’educazione civile e morale;
L’educazione fisica e stradale;
La didattica.
La sezione espone la progressiva qualità dei testi, che da un iniziale povertà dopo la guerra,
nel breve volgere di anni migliora anche per la collaborazione di illustratori di fama.

II. sezione.
Gli adulti analfabeti
Dal 1954 scende in campo contro l'analfabetismo la potenza e l'efficacia comunicativa della televisione. La Rai prima con la trasmissione “Telescuola”, poi dal 1960 al 1968, con il famosissimo programma “Non è mai troppo tardi”, condotto dal Maestro Alberto Manzi, tramite i centri di ascolto, permette ad un milione e mezzo di allievi di sostenere l'esame e conseguire la licenza elementare. La seconda sezione della mostra è dedicata alla figura dell'indimenticato maestro degli italiani : Alberto Manzi. Nel 50° anniversario della trasmissione a cui ha legato il suo nome “non è mai troppo tardi”, è presentata la vita del Maestro e le sue opere sia televisive che letterarie. Un personaggio di una umanità straordinaria, docente di rara qualità e sensibilità, che tutti devono conoscere e ricordare come colui che ha insegnato l'italiano a tutti gli italiani vicini e lontani.
In una aula ricostruita come un centro di ascolto si potranno vedere estratti dalla nota trasmissione televisiva, dall’intervista al Maestro Alberto Manzi, una raccolta di documenti e testi originali, tutto messo a disposizione dal Centro Alberto Manzi di Bologna.

III. Le curiosità.
La mostra sarà completata dall’esposizione di vere rarità dell’editoria scolastica del periodo, presenti alla Biblioteca Marucelliana : testi per la scuola popolare, diari scolastici, sillabari per i bambini delle colonie italiane in Africa, sussidiari per le regioni autonome d’Italia.