Relazione garante detenuti, l'assessore alle politiche sociosanitarie: "Il carcere è parte del territorio e quindi al centro dell'attenzione dell'Amministrazione"

"Per l’Amministrazione comunale il carcere di Sollicciano è a pieno titolo parte del territorio di Firenze. Quindi non solo possiamo ma dobbiamo intervenire su questo tema perché le persone presenti in carcere sono sul nostro territorio e ne fanno parte". E' quanto ha sottolineato l'assessore alle politiche sociosanitarie del dibattito a seguito della presentazione della relazione del garante dei detenuti Franco Corleone. "L’Amministrazione sta portando avanti da tempo molti progetti all’interno del carcere di Sollicciano grazie alla collaborazione delle associazioni: si tratta di progetti tesi alla formazione, socializzazione e reinserimento. Da qualche tempo - ha spiegato la responsabile delle politiche sociosanitarie - anche la salute dei detenuti è diventata di competenza del territorio. E su questo aspetto abbiamo sperimentato alcuni interventi anche attraverso la società della salute, altri ne faremo insieme all’Azienda sanitaria, sia sotto il profilo diagnostico sia sulla creazione di un piccolo reparto ospedaliero all’interno del carcere. Questo consentirebbe da un lato di risparmiare i soldi e di ridurre i problemi legati ai trasferimenti dall’altro di garantire una maggiore efficienza della cura e della diagnosi dei detenuti. Sì perché quando si interviene su un paziente in carcere l’aspetto della custodia di solito prevale sui bisogni: chi è chiuso in carcere è prima di tutto un detenuto e poi una persona con tutto quello che consegue sotto il profilo degli interventi anche a tutela della salute. Lo stesso garante dei detenuti ha evidenziato nella sua relazione, che la possibilità di un medico di arrivare a un paziente in carcere spesso dipende dalla disponibilità delle guardie penitenziarie e non dalle condizioni di salute della persona".
"Si tratta di problematiche serie e delicate che riguardano una realtà come quella del carcere che, ovviamente, ha una funzione importante, ovvero garantire la sicurezza sociale del territorio. Il problema - ha sottolineato ancora l'assessore - è che nei penitenziari che afferiscono al territorio di Firenze la tipologia dei detenuti è particolare: è infatti caratterizzata da alto numero di tossicodipendenti, rom e comunque soggetti a forte possibilità di reintegrazione e recupero sociale. Come Amministrazione siamo pronti a fare la nostra parte, a giocare, insieme alle altre istituzioni, la partita del reinserimento nella società dei detenuti e degli ex detenuti. Ma questo è possibile soltanto se anche il governo fa uno sforzo in questa direzione, un impegno economico perché le risorse a nostra disposizione sono limitate. Una parola infine sulla proposta dell’asilo nido all’interno del carcere di Sollicciano. Come Amministrazione stiamo lavorando insieme alla Regione Toscana a un progetto che prevede la realizzazione di una struttura a custodia attenuata per le madri con bambini in un edificio della Madonnina del Grappa. Un progetto che consentirà alla madri di stare con i loro figli in un luogo più appropriato del carcere e che spero sia realizzato a breve" ha concluso l'assessore. (mf)