Cittadinanza onoraria a Don Ciotti, Torselli (PdL): "Voto contrario, come parroco ha operato nella normalità, come politico lontano da me anni luce"

"La cittadinanza onoraria deve essere conferita a donne o uomini che con il loro operato si sono distinti ben al di sopra della normalità, altrimenti si perde il senso della cosa. Sinceramente non ho capito se la cittadinanza onoraria a Don Ciotti viene conferita per il suo essere parroco o politico. In ogni caso, in entrambi i casi non trovo adeguata questa scelta". Così commenta Francesco Torselli, consigliere comunale del PdL e Presidente Provinciale della Giovane Italia.
"Come parroco, Don Ciotti - spiega Torselli - è sicuramente una persona impegnata nel sociale, al fianco dei tossicodipendenti e nella lotta alla mafia, ma come lui vi sono altre decine, centinaia, di persone, laici o sacerdoti, che orientano la loro vita in questa medesima direzione".
"Come politico invece - aggiunge il consigliere di centrodestra - Don Ciotti si è reso noto alla ribalta della cronaca per le uscite contro il governo Berlusconi, contro il Ministro Meloni e contro le politiche in termini di immigrazione del centrodestra. Posizioni lontane anni luce dalle mie, ma che soprattutto non credo siano sufficienti ad ottenere la cittadinanza onoraria di Firenze".
"Certo - conclude Torselli - quella che dovrebbe essere l'onorificenza massima di Firenze è già stata abbastanza sminuita da questa sinistra, ancora prima della discussione su Don Ciotti, conferendola a personaggi del calibro di Peppino Englaro". (fdr)