Giocoli (PdL): "Non dimentichiamo le tante difficoltà incontrate a Palazzo Vecchio per intitolare largo Martiri delle Foibe"
Questo l’intervento della vicecapogruppo del PdL Bianca Maria Giocoli dopo la prolusione avvenuta oggi in consiglio comunale in occasione del Giorno del Ricordo
“Possibile che a Firenze non ci sia rispetto per il ricordo degli infoibati? Che il sindaco non abbia sentito nemmeno oggi (vista l’assenza di lunedì scorso alla commemorazione della Shoah) il bisogno di presenziare alla seduta del consiglio comunale?
Ancora nel 2010, la civilissima Firenzenon riconosce appieno e con il dovuto rispettoun capitolo della nostra storia e la sinistra fa di tutto (cortei antagonisti in primis) per non rendere il dovuto omaggio alla tragedia degli italiani dell’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia.
E’ bene ricordare alla città e ai nuovi eletti la strada tortuosa che abbiamo percorso in consiglio comunale per il ricordo delle Foibe. La mozione per l'intitolazione della strada ai Martiri delle foibe fu approvata per la prima volta dal consiglio comunale il 3 febbraio 1997 su proposta del consigliere di An Achille Totaro, ma ci sono voluti cinque anni per vedere attuata la volontà dell'assemblea di Palazzo Vecchio. Cinque anni sofferti, di atti del consiglio comunale dimenticati dall'amministrazione, di commissioni toponomastiche che avevano dato pareri assurdi e fuori del tempo, (con la motivazione che era meglio non intitolare strade che ricordassero periodi tristi della nostra storia!), nonché di assessori che avevano votato contro in giunta.
Alla fine, nel giugno 2002, dopo che i membri della commissione toponomastica furono costretti a dimettersi e la Giunta riapprovava l’atto - anche se non all’unanimità - si arrivò alla inaugurazione del Largo martiri delle foibe, grazie anche ad un costruttivo lavoro di squadra: la sottoscritta per Forza Italia e il consigliere di An Antonio Andriulli che per primi si erano accortidell’affossamento da parte della commissione toponomastica; Gaia Checcucci di An, il presidente della commissione affari istituzionali Massimo Pieri per Forza Italia, il capogruppo dei Verdi Alessio Papini, oltre al lavoro svolto dall'allora assessore Andrea Ceccarelli in giunta.
Molti altri comuni della Toscana in seguito approvarono atti simili al nostro e provvedevano ad intitolare strade ai Martiri delle foibe.
Nel 2005 per la prima volta approda in consiglio comunale la commemorazione della giornata del ricordo dopo l’istituzione della giornata a livello nazionale, dove viene tentata l’elaborazione di un documento comune a tutti i gruppi che fallisce per il voto contrario dei gruppi di sinistra. Viene però approvato un mio ordine del giorno per organizzare un concorso di giovani artisti per realizzare in Sant’Orsola (luogo dove i rifugiati ed esuli istriani furono ricoverati per anni in condizioni precarissime), un monumento o un murales al ricordo. Ad oggi ancora non c’è stato né il concorso né tantomeno il monumento o il murales.
Poi, grazie alle sterili polemiche di qualcuno, nel gennaio 2007 la civilissimaFirenze simacchiò di un atto fuori del tempo e gravissimo, la sparizione e rottura della lapide che ricorda quanti furono uccisi nelle foibe nel 1945, lapide poi ritrovata nel Mugnone. Nel 2009 sparì invece il cartello stradale.E unamostra fotograficasulle foibe allestita nel cortile della Dogana, a Palazzo Vecchio unitamente al ‘pesante’ intervento della professoressa Rossi in consiglio comunale nella giornata del ricordo alimentarono nuovamente polemiche negazionistiche sui giorni dolorosi di Trieste, dell'Istria, della Dalmazia e della Venezia Giulia che rischiano di non finire mai. Tutti, in questi giorni, parlano di riconciliazione. Ma c'è bisogno di una riconciliazione che esca dalle inevitabili vaghezze retoriche solo grazie a segni pubblici, precisi e forti, in grado di contraddire certe artificiose confusioni. E l’assenza di oggi del sindaco non è stato un buon esempio”. (fdr)