Stella e Alessandri (PdL): "Il patrimonio immobiliare del Comune non appartiene al sindaco ma alla città. Ecco l'elenco degli immobili che il Comune difficilmente potrà vendere"
“Come pensa il Sindaco di far quadrare il bilancio comunale? Vendendo il patrimonio immobiliare del Comune di Firenze. Come pensa di vendere il Patrimonio immobiliare? Nessuno lo sa. Quanto vale il patrimonio inserito nelle alienazioni? Nessuno lo sa”. Questo il commento all’annunciato piano delle alienazioni del patrimonio immobiliare del sindaco Matteo Renzi da parte dei consiglieri del PdL Marco Stella e Stefano Alessandri.
“Ormai siamo abituati agli spot del Sindaco Renzi e del suo modo diamministrare – hanno aggiunto i due esponenti del centrodestra –, prima si annunciano le cose, poi staremo a vedere se è possibile farle e come farle. Non possiamo che essere contrari alla vendita del patrimonio immobiliare, a maggior ragione se serve per coprire buchi di bilancio; non dobbiamo mai scordarci che il patrimonio immobiliare del Comune di Firenze, costruito negli anni, non appartiene a Renzi, ma alla città ed ai fiorentini, quindi prima di essere venduto occorre una seria valutazione. Occorre capire a cosa servono eventualmente le vendite, quale sono le opere da finanziare e quali i benefici per la collettività”.
“Dall’elenco fornito dal Sindaco – hanno proseguito Stella e Alessandri –, rileviamo alcune criticità
che vogliamo porre alla sua attenzione:ci sono alcuni immobili che il Comune di Firenze ha ereditato o frutto di alcune donazioni, che lo stesso atto di donazione vincola o alla funzione pubblica, o non prevede la vendita, come per esempio l’immobile di via Nicolodi dove ha sede l’Istituto dei Ciechi. Ci sono immobili dove hanno sede enti pubblici difficilmente spostabili o per i quali occorre molto tempo, come per esempio gli uffici di via Giotto o quelli occupati all’università di via di San Salvi. Ci sono immobili che hanno avuto un cambio di destinazione sui quali pende una sentenza della corte costituzionale e quindi in attesa di definizione come per esempio il teatro
comunale e gli immobili di piazzale Michelangelo. Ci sono poi immobili sui quali sono stati investiti soldi pubblici perché avevano destinazioni e finalità pubbliche, come per esempio l’ex meccano tessile, chi risponderà dei soldi spesi? Ci sono immobili che il Comune ha già provato a vendere, ma le aste sembrerebbero andate già deserte come gli appartamenti di piazza Santo Spirito.
Poi ci sono le discoteche Meccanò e Central Park sulle quali esiste un contenzioso con l’amministrazione comunale rispetto alle costruzioni e dei vincoli precisi della Soprintendenza legati alla realizzazione del parco delle Cascine”.
“Per finire con gli immobili occupati – sottolineano ancora Stella e Alessandri –, come il Cpa, che
difficilmente hanno un valore sul mercato. Spero che il Sindaco abbia tenuto conto di tutte queste
variabili nell’indicare la cifra stimata rispetto alle vendite. Al Sindaco Renzi vorremmo anche chiedere: come ha calcolato il valore degli immobili? Sono già state fatte le perizie? I 500 milioni di euro annunciati come sono stati calcolati? Vorremmo ricordare che la stima per la vendita del teatro
comunale era di 44milioni di euro, salvo che poi la gara è andata deserta”.
“Invitiamo il Sindaco Renzi quando si parla di alienare il patrimonio pubblico a pensare meno agli annunci e più alla città e ai fiorentini” concludono i due esponenti del PdL. (fdr)