Misure anticrisi, l'assessore all'educazione Di Giorgi: «600mila euro per aiutare le famiglie numerose e quelle meno abbienti»

Seicentomila euro per aiutare le famiglie numerose. E quelle meno abbienti. Nella manovra di bilancio, attraverso la rimodulazione delle tariffe scolastiche (che scatteranno da settembre 2010), l’assessorato all’educazione ha trovato risorse per sostenere chi ha tanti figli e chi sta sopportando i costi della crisi economica. La maggior parte della somma, 400mila euro, servirà a far pagare di meno la mensa, il trasporto dei bambini, i servizi di pre e post scuola ai genitori che guadagnano di meno. Gli utenti che potenzialmente potranno trarre beneficio dalla manovra tariffaria sono oltre 6000.
Gli altri 200mila euro (il provvedimento è già in vigore) serviranno per le agevolazioni alle famiglie che hanno due bambini al nido, per le quali sarà conteggiata solo una quota. «L’obiettivo – ha spiegato l’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi – è far pagare di più chi guadagna di più. Inoltre si prendono i considerazione non solo le famiglie che usufruiscono del servizio mensa per due o più figli, ma anche quelle in cui i ragazzi sono fuori dal ‘sistema mensa’ (fino a 26 anni di età), ma che, comunque, incidono sul bilancio familiare».
Anzitutto sono cambiati gli scaglioni Isee (l’ ‘indicatore della situazione economica equivalente’, lo strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie tenendo conto di reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare e delle caratteristiche di un nucleo) per il servizio di refezione scolastica, che interessa circa 25mila utenti.
«Prima gli scaglioni erano nove ora sono diventati 13 – ha aggiunto – le famiglie che rientrano nell’ultima fascia e sfiorano i 32mila euro Isee, pari a quasi 70mila euro reali, pagheranno un 1 euro a pasto in più. Attualmente chi rientrava nell’ultimo scaglione, che precedentemente era pari a oltre22.500 euro, pagava 3,90 euro a pasto: con le nuove tariffe, invece, 4,90 euro. Le famiglie con un reddito Isee più basso, pari o inferiore a 5550 euro, invece, pagheranno soltanto un euro. Questo limite è stato innalzato (precedentemente la soglia minima Isee era di 4mila euro) in modo tale da comprendere nella fascia più bassa, con la quasi totale esenzione, un numero molto più alto di famiglie».
«Da non dimenticare – ha sottolineato l’assessore – che l’apposita delibera prevede immediatamente la pubblicizzazione della cosiddetta ‘procedura straordinaria semplificata’ per la presentazione della nuova situazione reddituale per quei cittadini particolarmente colpiti dalla crisi economica, che abbiano perso il lavoro, siano in mobilità o in cassa integrazione».
«Duecentomila euro – ha proseguito Rosa Maria Di Giorgi – è la somma stanziata per favorire le famiglie numerose che devono iscrivere i bambini all’asilo nido: l’iscrizione per il secondo figlio sarà gratuita. Una scelta, questa, che interesserà circa 100 famiglie».
«Per favorire i cittadini senza lavoro, o con un contratto a tempo determinato, rispetto alle famiglie dove lavorano entrambi i coniugi – ha concluso l’assessore all’educazione – sono stati infine rivisti i criteri d’accesso ai nidi. Fino ad ora i genitori disoccupati rimanevano di fatto fuori dai nidi considerando che avrebbero potuto occuparsi dei figli. Adesso, invece, ai genitori entrambi disoccupati verrà riconosciuto un punteggio. Infine abbiamo pensato alle famiglie che pagano un mutuo: i nuovi parametri tengono quindi adeguatamente conto delle coppie che pagano una rata mensile di 800 euro ed hanno un reddito Isee fino a 18.500 euro». (fn)