Pieri (PdL): "Il sindaco Renzi dialoghi con Findomestic per capire cosa accadrà ai lavoratori della sede fiorentina"
Un’azienda leader del proprio settore (il credito al consumo) e che attua però le politiche tipiche di realtà che attraversano crisi profonde, con previsione di esuberi, cambi di sede e trasferimento mansioni per i dipendenti. È la realtà di Findomestic descritta dal consigliere del PdL Massimo Pieri, che con un’interrogazione chiede al sindaco Renzi di dialogare con la proprietà per capire quale futuro attende i dipendenti della sede fiorentina. Il consigliere chiede inoltre che "la commissione consiliare lavoro si occupi della vicenda Findomestic, per portarla all'attenzione del consiglio comunale".
Pieri chiede al sindaco nella sua interrogazione “se è a conoscenza della reale situazione aziendale di Findomestic che prevederebbe 120 esuberi nella sede fiorentina”; “come valuta il nuovo piano industriale di Findomestic che da un lato conferma la propria volontà di sviluppo e dall’altro presenta esuberi, mobilità territoriale ed esternalizzazioni”; “se è a conoscenza della disponibilità di BNL di assorbire 150 dipendenti di Findomestic da Firenze e da altre piazze in base alle chiusure e della tempistica di ricollocazione del personale nelle società infragruppo” e, infine, “se intende promuovere un rapporto interlocutorio con l’azienda di credito, che rappresenta un’importante impresa locale, per favorire trattative”. (fdr)
Segue il testo dell’interrogazione
Firenze, 29 gennaio 2010
INTERROGAZIONE
Oggetto: Piano industriale Findomestic e ricadute sui livelli occupazionali
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
• considerato che il nuovo piano industriale 2010-2011 di Findomestic Banca S.p.Aprevederebbe una profonda ristrutturazione aziendale con la chiusura e/o il ridimensionamento di siti e con la relativa concentrazione della rete su pochi grandi punti operativi nazionali;
• considerato che il suddetto progetto di ristrutturazione comporterebbe forti ricadute sul personale – le organizzazioni sindacali parlano di 230 esuberi, 65 trasferimenti di sede e 220 cambi di mansioni tra i dipendenti – con un coinvolgimento di 500 lavoratori su 2000 a livello nazionale;
• appreso che la sede più colpita pare essere quella fiorentina dove sono previsti 120 esuberi su 1000 lavoratori presenti;
• considerato peraltro che la società sta ancora attuando e completando il piano aziendale varato nel 2007 che già prevedeva esuberi di personale;
• considerato che Findomestic, che rappresenta la prima società di credito al consumo in Italia,con una ledership di mercato confermata e con risultati reddituali rilevanti, ha motivato il piano con l’obiettivo di rilanciare l’azienda affrontando al meglio la concorrenza nel settore;
• rilevato tuttavia come il piano industriale di Findomestic Banca S.p.A prevede una ristrutturazione tipica delle aziende in condizioni di crisi profonda;
• appreso che Findomestic intenderebbe ricollocare gli esuberi in altre aziende del gruppo tra cui Banca Nazionale del Lavoro, senza che tuttavia siano stati resi noti i dettagli tecnici di queste operazioni oppure utilizzare le eccedenze attuando la mobilità territoriale (geografico/funzionale) nonché attuare esternalizzazioni di processi a basso valore e professionalità;
• ritenuto fondamentale garantire la necessità di crescita della capacità competitiva dell’azienda e al contempo la salvaguardia dei livelli occupazionali nonché la valorizzazione del personale, che rappresenta per l’impresa una risorsa fondamentale per l’attuazione delprogetto di crescita annunciato
INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE
1) Se è a conoscenza della reale situazione aziendale di Findomestic che prevederebbe 120 esuberi nella sede fiorentina;
2) Come valuta il nuovo piano industriale di Findomestic che da un lato conferma la propria volontà di sviluppo e dall’altro presenta esuberi, mobilità territoriale ed esternalizzazioni;
3) Se è a conoscenza della disponibilità di BNL di assorbire 150 dipendenti di Findomestic da Firenze e da altre piazze in base alle chiusure e della tempistica di ricollocazione del personale nelle società infragruppo;
4) Se intende promuovere un rapporto interlocutorio con l’azienda di credito, che rappresenta un’importante impresa locale, per favorire trattative che consentano la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e professionali.
Massimo Pieri