Giorno della memoria, Agostini (PD): "Firenze rafforzi il patto di memoria con Mauthausen, contro nuove e antiche diseguaglianza"

La commissione pace stamani al Mandela Forum

“Siamo convinti che l’antidoto utile a vaccinare le giovani generazioni contro il virus della violenza e della sopraffazione non è ancora stato scoperto. La banalità del male, un titolo semplice, che fa riflettere, un’opportunità per riparlare dei fatti dell’epoca. Sono dieci anni che ogni 27 gennaio rivisitiamo gli aspetti più profondi della memoria collettiva. Gettiamo lo sguardo sulla visione dell’orrore, delle guerre, della sopraffazione dell’uomo sull’uomo". Lo ha detto la presidente della commissione pace Susanna Agostini (PD) che stamani era presente al mandale Forum per le iniziative in occasione del Giorno della memoria. "E’ complesso - ha aggiunto Agostini- promuovere la visione di una moderna cultura dei diritti universali, l’unica cultura capace di offrire una prospettiva di sviluppo e di pace nel mondo globalizzato. Lo sforzo del Comune di Firenze, è stato anche di voler dare voce ai testimoni diretti di allora. Persone che hanno visto intorno a sé morire tanti compagni di sventura. Come Mario Piccioli, autore di un libro – testimonianza, pubblicato dalla stessa commissione Pace nel 2004. Inoltre abbiamo voluto sigillare, con la stipula di un “Patto della memoria” tra la nostra Città ed il Comune di Mauthausen, la storia vissuta dai fiorentini deportati in quel campo di concentramento, ma anche dell’aiuto solidale della popolazione locale al momento dell’apertura dei cancelli. Un Patto di vera fratellanza. Un patto sottoscritto con i rappresentanti istituzionali di quella città nel cui campo di sterminio, l’8 marzo del 1944, furono deportati 938 fiorentini. Oggi - ha aggiunto Susanna Agostini – vogliamo ricordare questa deportazione, che appartiene alla storia di Firenze. Raccontata e sottoscritta da rappresentanti dell’ANED di Firenze e dell’associazione deportati austriaci. Il Patto e il libro di Mario Piccioli sono strumenti per approfondire la conoscenza dei crimini compiuti dai nazi-fascisti, misfatti che restano una delle pagine più terribili della nostra storia. E’ un impegno assunto nei confronti delle famiglie dei fiorentini deportati. Che ogni otto marzo si ritrovano, a ranghi sempre più ridotti in piazza Santa Maria Novella, a ricordare insieme quel giorno terribile del 1944. Persone che sessantasei anni fa furono allontanati dalle loro case, dai loro affetti, ghettizzati, maltrattati e denutriti fino alla morte. La legge 211/00, da dieci anni consente di avere un giorno da dedicare alla comune memoria. Il 27 gennaio, quando furono abbattuti i cancelli di Auschwitz, la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione di donne e uomini, così come di bambini, ebrei, politici, sindacalisti, gay e rom. Oltre a questo giorno della memoria, vanno aggiunti con tenacia molti altri giorni perchè è necessario parlare a giovani e proseguire ad accompagnare i superstiti e i familiari dei deportati. Insieme a loro, ogni anno partiamo da Firenze e andiamo sui luoghi del dramma subito. E familiari, rappresentanti delle istituzioni, insieme a insegnanti e studenti, continueremo ad entrare nelle stanze delle torture, nelle camere a gas, vedere le montagne di scarpe, di effetti personali. Continueremo ad ascoltare le voci incrinate di persone, allora giovanissime, che ancora seguitano a raccontare quello che hanno vissuto, con un solo scopo: non lasciare che nel futuro non diventi soltanto una semplice commemorazione del passato.”  (lb)