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Percorso: Home > Comunicati Stampa > Consiglio > Taglio alberi, Amato (AL): “E' il turno di un centinaio di pini neri del viale Michelangelo e del Bobolino e di altri giardini come presunta prevenzione alla lotta alla processionaria?”
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“E' prossimo il taglio di un centinaio dei pini neri del viale Michelangelo e del Bobolino, dei giardini di piazza Tasso e di viale Tanini, come presunta prevenzione alla lotta della processionaria, invece di intervenire con la manutenzione si taglia per prevenire le infestazioni?” E' la principale domanda che pone Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera, con una delle quattro nuove interrogazioni appena presentate in Consiglio, insieme a tre richieste di accesso agli atti alla Direzione Ambiente. La consigliera comunale si riferisce alle due anticipazioni, date a fine luglio dall'assessora all'ambiente e dalla vicesindaca sui tagli di 146 pini neri, e tra le zone interessate ci sono il giardino dell'Iris, quello di viale Poggi, viale Michelangelo e viale Galileo, Poggio Imperiale, il parco del Bobolino ma anche i giardini di piazza Tasso, di via Senese, di via Reims, il parco di viale Tanini, i giardini di via Fez, piazza Elia dalla Costa, piazza Felice Bacci, piazza don Pietro Puliti, piazza Bernardino Pio e piazza di Val d'Ema. “La vicesindaca aveva affermato – ricorda Amato – che il taglio dei pini neri era un'occasione propizia anche per prevenire infestazioni: per questo – prosegue la consigliera – chiedo particolari sugli interventi sulla lotta alla processionaria realizzati negli ultimi anni, perché sarebbe assurdo abbattere preventivamente gli alberi invece di fare la manutenzione ordinaria nei tempi e modalità appropriate”.
La consigliera è anche ritornata sulle modalità di abbattimento dei pini di piazza Stazione, in base alla classificazione della stabilità con la Vta degli alberi. “La procedura del metodo VTA – sottolinea la consigliera in una delle interrogazioni – comporta la sostituzione (previo abbattimento) solo per le piante che a seguito della VTA siano state collocate in “classe di stabilità” D e che tra la classe C (propensione al cedimento “moderata”) e la classe D (propensione al cedimento “estrema”) intercorre anche una classe C-D (propensione “elevata”). Chiedo pertanto – conclude Amato – per quale motivo si sia deciso indiscriminatamente il taglio di tutte e 20 i pini, uno in classe B e gli altri in classe C, senza che si sia verificato con VTA il passaggio degli stessi dalla “classe di stabilità” nella “classe di stabilità” D, considerata anche l'esistenza di una “classe di stabilità” intermedia C/D”. (s.spa.) 

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