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Percorso: Home > Comunicati Stampa > Consiglio > Alloggi via dei Pepi, Amato e Artini (AL): “Esposto sull'alienazione degli immobili considerati ERP”
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“Procura della Repubblica e Corte dei Conti verifichino la correttezza della procedura di alienazione degli immobili di via dei Pepi da parte dell'amministrazione comunale”. E' quanto chiedono la consigliera comunale Miriam Amato e Massimo Artini, deputato di Alternativa Libera. Questa mattina hanno depositato un esposto segnalazione alla Procura e alla Corte dei Conti per i 14 immobili ERP posti in via dei Pepi, e attaccano: “L'amministrazione comunale vuole vendere case popolari solo per fare cassa, quando in città regna sempre più l'emergenza abitativa, ma questi alloggi, come molti altri dei 60 in vendita, sarebbero ascrivibili al patrimonio di ERP e quindi l'amministrazione starebbe violando norme regionali, come ha fatto capire recentemente lo stesso assessore regionale alla casa, Ceccarelli, rispondendo a una interrogazione in Consiglio Regionale”. “Il Comune insiste – accusano Amato e Artini – e si sta apprestando alla vendita di questi alloggi come patrimonio disponibile per circa 13 milioni di euro a INVIMIT (Investimenti Immobiliari Italiani), un fondo immobiliare di proprietà dello Stato, e per fare ciò l'amministrazione ha svolto le procedure per liberare gli alloggi, trasferendo gli inquilini che ci vivevano”.
Secondo i due esponenti di AL il Comune di Firenze, a partire dalla fine degli anni '70, ha inserito molti di questi 60 immobili nei piani di recupero, utilizzando finanziamenti regionali per interventi di Edilizia Residenziale Pubblica, ai fini del loro recupero e ristrutturazione. “E poi questi alloggi sono stati utilizzati da assegnatari ERP per fronteggiare l'emergenza abitativa – spiegano Amato e Artini – quindi sarebbe errata la decisione del Comune di non individuare gli immobili come ERP. Così sembra che il Comune – aggiungono i due esponenti di Alternativa Libera – cerchi anche di aggirare l'obbligo a reinvestire i soldi ricavati dalla vendita di questi immobili in edilizia popolare residenziale, dato che i proventi potranno finire nel bilancio senza vincoli di sorta per il loro utilizzo”. “Inoltre con l'alienazione di alloggi popolari considerati non ERP – sostengono Amato e Artini – il Comune lede anche il diritto alla prelazione degli assegnatari. E gli atti del Comune sulla mobilità degli stessi assegnatari, atti spesso secretati, potrebbero contenere elementi di illegittimità: anche per questo – concludono Amato e Artini – ci attendiamo una verifica da parte degli organi competenti”. (s.spa.) 

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