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Percorso: Home > Comunicati Stampa > Altro > Unity in diversity, Luigi Ammatuna: “Pozzallo è una città che è votata all’accoglienza e all’ospitalità. La città di La Pira non si tira indietro”
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“Sono onorato di essere qui questa sera a rappresentare la città che ha dato i natali a Giorgio La Pira. Pozzallo è una città che è votata all’accoglienza e all’ospitalità: dal 2013, dopo Lampedusa, è la città che accoglie più migranti. La Pira definiva la nostra città ‘la terrazza sul Mediterraneo’, oggi è diventata la porta sull’Europa”. Lo ha detto il sindaco della cittadina del ragusano Luigi Ammatuna, intervenendo nella sessione pomeridiana del forum ‘Unity in diversity’.
“Nel 2014 sono arrivati nella nostra cittadina circa 28mila persone, 16mila nel 2015 e la mia città ha 19mila abitanti - ha spiegato -. La nostra è un’esperienza straordinaria che ci fa comprendere quale sia il messaggio di La Pira: quello di essere accoglienti e uomini di pace, e i pozzolesi questa ‘responsabilità’ la sentono tutta. Noi abbiamo l’obbligo morale di dover accogliere tutte queste persone. Pozzallo è una città che è votata all’accoglienza e all’ospitalità e la città di Giorgio La Pira non si tira indietro, è decisa a continuare in questa accoglienza”. “Pozzallo è una città turistica e per essere città accogliente e solidale sta pagando un prezzo altissimo - ha continuato -: tanti turisti non vengono più perché convinti di trovare migranti in giro per la città e di vedere cadaveri galleggiare davanti le coste. Nonostante ci si renda conto che questo calo di presenze ci sia, continueremo ad accogliere questi nostri fratelli perché siamo convinti che la città di La Pira debba essere in prima linea”.
Nel corso della discussione è intervenuto anche il sindaco della città di Lussemburgo Lydie Polfer: “L’unità nella diversità è esattamente la nostra realtà, quella che viviamo ogni giorno. La nostra, infatti, è una situazione record perchè il 69% degli abitanti delle nostre città non è lussemburghese. E vi assicuro che è una vera sfida far coesistere tutta questa diversità. Finora ci siamo riusciti e mi auguro che questo forum possa arricchirci”.
“Nazareth tra cristiani e musulmani ha 90mila cittadini - ha detto il sindaco della città israeliana Ali Sallam -. I cittadini sono palestinesi, cristiani, musulmani, che vivono in pace con tolleranza e non si riesce a distinguere un cristiano da un ebreo da un musulmano perché vivono, lavorano, studiano insieme in pace”. “La politica della città, da quando sono stato eletto sindaco è quella di preoccuparsi della sicurezza delle persone e rendere orgogliosi i cittadini della loro città - ha aggiunto -. In questo periodo di forti tensioni vorrei invitare tutte le parti coinvolte ad incontrarsi a favore della pace e farlo a Nazareth, simbolo della pace e della coesistenza”.
“Sono nato e cresciuto in Albania, dove tutti seguono religioni diverse - ha detto il sindaco di Valona Dritan Leli -. Questo perchè la coesistenza pacifica è il punto cruciale che caratterizza la nostra società. Le differenze non bisogna solo tollerarle, ma anche rispettarle e rispettare gli altri, i diritti universali della vita, il diritto di praticare e di conoscere la religione altrui. Noi albanesi rispettiamo il diritto di religione. Siamo in un certo senso politeisti, perché festeggiamo le feste di ogni religione. Questa è una grande ricchezza che abbiamo”.
“La cultura è una priorità per lo sviluppo economico e sociale nonché per la cooperazione internazionale - ha detto il rappresentante della città di Uljanovsk, città natale di Lenin -. La base di ciò è il nostro patrimonio culturale e quest’anno abbiamo presentato la candidatura per essere inserite nella rete dell’Unesco delle città creative”. “Il patrimonio culturale di Uljanovsk è molto ricco e il compito principale che ci poniamo è quello di collegare passato, presente e futuro - ha continuato -. Solo attraverso la cultura ci si può comprendere reciprocamente e si può sviluppare una collaborazione efficace. Questo evento può essere un punto di partenza per sviluppare nuove cooperazioni, sviluppare idee e progetti congiunti perché la cultura è l’unico modo per sviluppare delle relazioni positive. Siamo aperti a qualsiasi forma di collaborazione e disponibili a costruire insieme la pace con voi, rappresentanti delle città di tutto il mondo”.
“Sulle tracce di La Pira approfittiamo di questa occasione per fare un comitato per aiutare le comunità in Tunisia che hanno bisogno di avere contatti con gli altri Paesi e le loro collettività locali - un rappresentante della città di Tunisi -. Vorremmo, entro un paio di anni, organizzare una grande conferenza a Tunisi e festeggiare l’applicazione delle due grandi leggi della decentralizzazione amministrativa nel nostro Paese e valutare ciò che da oggi potrebbe diventare una realtà operativa di cooperazione decentralizzata tra le rispettive rive dei nostri Paesi”. (fp)
 

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