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13/06/2005
Si apre la mostra “Collezioni del ‘900- da Morandi a Guttuso”. Al Forte Belvedere la Raccolta Della Ragione e le Collezioni Rosai e Palazzeschi
La Raccolta Alberto Della Ragione torna ad essere accessibile al grande pubblico insieme ai nuclei dei Rosai donati dagli eredi e dei De Pisis della collezione Palazzeschi appartenenti all’Università di Firenze. Si apre mercoledì al Forte Belvedere (fino al 18 settembre) l’esposizione che raccoglie le opere che il grande collezionista donò alla città di Firenze nel 1970. La straordinaria collezione, dopo quattro anni di limitata visibilità, occuperà uno spazio importante all’interno del Forte contribuendo a renderlo, insieme alla mostra di Jean Michel Folon tutt’ora in corso, un polo espositivo di grande rilievo. “Restituire alla pubblica funzione alcune delle collezioni di arte moderna più importanti di proprietà comunale, - ha sottolineato l’assessore alla cultura Simone Siliani- è un’operazione che ha una valenza culturale ben più ampia della pur importante visibilità dei singoli capolavori che le compongono. Si tratta di una tappa importante verso la costituzione di un museo di arte moderna che presto vedrà la luce alle ex Leopoldine di piazza Santa Maria Novella. Infatti, riprendiamo un dialogo interrotto con una stagione decisiva della cultura italiana tout-court (non solo quella delle arti visive), quella che va dagli anni Trenta e, attraversando la fase culminante del regime fascista, giunge al primo dopoguerra. Queste collezioni d’arte testimoniano la ciclopica lotta contro la critica e l’arte ufficiali svolta in un percorso complesso e accidentato di nuovi e rivoluzionari artisti che della Ragione raccolse con grande lungimiranza e dei quali Ottone Rosai fu il “maledetto” e isolato capostipite. La loro esposizione deve permettere di recuperare consapevolezza e ricostruzione storica di ciò, oltre che la conoscenza da parte dei cittadini di oggi dello straordinario deposito di opere d’arte moderne (e non solo rinascimentali) sia Firenze” I dipinti e le sculture che si snodano nelle cinque sale del secondo piano della palazzina del Forte Belvedere, documentano in maniera esaustiva lo sviluppo dell’arte italiana del Novecento: dal Futurismo al ritorno all’ordine di Valori Plastici e di Novecento, dalla scuola Romana ai Sei di Torino, da Corrente fino alle prime esperienze del secondo dopoguerra. Nell’ultima sala sono esposte le opere di Ottone Rosai, donate al Comune nel 1963 dalla moglie e dal fratello dell’artista. Chiude il percorso la piccola, pregiata raccolta di dipinti di De Pisis appartenuti allo scrittore fiorentino Aldo Pazzeschi. La prospettiva è quella di tener esposte le opere al Forte Belvedere fino a che non sarà pronto il museo di arte moderna alle ex Leopoldine di Piazza Santa Maria Novella, come spiega anche la direttrice dei musei comunali Chiara Silla: “La città di Firenze è depositaria di nuclei pittorici importanti che in pochi conoscono – ha spiegato la Silla –, contiamo nel futuro museo del ‘900 che l’amministrazione si è impegnata a realizzare, nel frattempo il Forte è una soluzione importante che farà conoscere anche la figura di Alberto Della Ragione, un personaggio al quale dobbiamo rendere omaggio poiché grazie alla sua genialità ci consente di ammirare un patrimonio di questo livello.” La Raccolta Della Ragione costituisce il nucleo di maggior interesse tra quelli che sono entrati a far parte del patrimonio comunale a partire dal 1967, quando Carlo Ludovico Ragghianti promosse, con una intensa attività, molte donazioni di arte moderna intese come risarcimento alle ferite inferte al patrimonio artistico cittadino dall’alluvione del 1966: pervennero così tra le altre le donazioni Cagli, Mirko, Magnelli, Sepo, Saetti, Salvatori, che dovevano far parte di quel Museo d’arte moderna di cui a lungo si attese la realizzazione ma che Firenze non riuscì a realizzare. Grazie alla generosità di questo grande collezionista il Comune di Firenze acquisì una serie superba di dipinti e sculture che documentano lo sviluppo dell’arte italiana tra le due guerre, tra le quali capolavori di Sironi, De Pisis, Morandi, Campigli, Casorati, Rosai, Guttuso, Martini, Marini. La sua donazione, frutto di una vita spesa a sostenere e promuovere non solo maestri già affermati ma soprattutto giovani artisti di talento – soprattutto negli anni difficili della seconda guerra mondiale – consacrò il valore di un’impresa alla quale, come scrisse Guttuso, tutta l’arte italiana avrebbe dovuto essere riconoscente. La Raccolta Della Ragione, insieme alle altre due collezioni, era stata ospitata fino al 2001 nel Palazzo Bombicci, in Piazza della Signoria, sede messa a disposizione dalla Cassa di Risparmio, dalla quale era stata trasferita nel complesso delle Oblate in vista della realizzazione del nuovo Museo del Novecento nel Conservatorio delle ex Leopoldine di Santa Maria Novella. La mostra, promossa dall’assessorato alla cultura e dal Servizio Musei Comunali, è aperta il lunedì e giovedì dalle 10 alle 19, il mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 22.(lb)

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