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30/12/2006
Toccafondi, Pieri (FI) e Alessandri (AN): «A un anno dall’inaugurazione ancora chiusa a Careggi la nuova struttura della maternità»
«Ad un anno dall'inaugurazione "Margherita", la nuova, ma non più così tanto, struttura all'interno della maternità di Careggi, è ancora chiusa». E' quanto denunciano i consiglieri di Forza Italia Gabriele Toccafondi e Massimo Pieri e il consigliere di Alleanza Nazionale Stefano Alessandri. «Avevamo segnalato il problema la scorsa primavera e poi a settembre – hanno ricordato i tre esponenti del centrodestra - le risposte alle nostre interrogazioni ci confermavano diverse problematiche ma ribadivano sempre l’imminente apertura. A settembre fu comunicato alla stampa che la struttura sarebbe partita a pieno regime il 1° novembre. A fine anno e dopo dodici mesi dall'inaugurazione con tanto di interventi di assessori regionali e presidente della Regione, la struttura è tutt'ora chiusa. Questo è il modello toscano di sanità?”» «Il progetto – hanno spiegato Toccafondi, Pieri e Alessandri - prevedeva una struttura di tre piani, di cui uno interrato, per complessivi 2319 metri quadrati di superficie. Il tutto per un costo di quasi 3 milioni di euro. Al piano terreno il progetto prevedeva un'aula didattica, locali dedicati all'attività ambulatoriale per la preparazione alla nascita anche in acqua nella apposita piscina, per i controlli clinici, il counseling psicologico e attività di sostegno all'allattamento e al puerperio. Il primo piano, doveva essere dedicato alle attività inerenti al travaglio-parto, vi erano previste 5 sale nascita di cui 4 con vasca, ed una stanza di soggiorno per le degenti ed i loro familiari, una sala medicazioni e un'isola neonatale per l'assistenza ed i controlli del neonato. Nel piano seminterrato, in parte occupato da locali tecnici, doveva trovarsi il luogo di culto». «Il 15 gennaio 2006, a otto anni dalla sua ideazione – hanno proseguito – la struttura è stata inaugurata a Careggi, accanto al reparto di maternità. Alcuni locali come gli spogliatoi e le docce per il personale non sarebbero ancora aperti e quindi difficilmente il personale addetto a questi reparti potrebbe lavorare con parti fisiologici in acqua. La piscina, centro nevralgico di tutto il progetto Margherita, risulterebbe non pienamente funzionante e che necessiterebbe di lavori di adeguamento o comunque di interventi strutturali. Come se non bastasse il personale sufficiente a garantire la predisposizione minima dei turni di lavoro non sarebbe ancora stato né individuato né tanto meno assunto e che quindi difficilmente potrà essere avviato realmente il progetto». «Venuti a conoscenza di questo - proseguono Toccafondi, Pieri e Alessandri - lo scorso marzo presentammo una interrogazione urgente per conoscere la reale situazione della struttura e del progetto. Nella risposta dell'assessore Cioni si diceva che "il padiglione è attualmente aperto ed accoglie tutte le attività di supporto alla gravidanza fisiologica, nonché alcune attività del Dipartimento trasferite temporaneamente per consentire alcuni lavori di ristrutturazione". Si confermava che "non sono al momento attive le sole sale parto e la piscina. La piscina al piano terra non è destinata al parto naturale ma agli esercizi di acquaticità pre-parto. Gli impianti sono stati completati e collaudati recentemente; pertanto l'attività avrà inizio compatibilmente ai tempi tecnici organizzativi. Per quanto riguarda gli spogliatoi del personale assegnato al Dipartimento, questi verranno centralizzati nel sottosuolo del nuovo edificio "Libera Professione" in corso di realizzazione. Al momento il personale utilizza spazi distribuiti nel seminterrato del complesso edilizio ed in una struttura prefabbricata ad esso collegata. L'attuale situazione, pertanto, è temporanea e giustificata dai lavori in corso"». «Quanto riportato era datato fine marzo 2006 - hanno concluso – a settembre notammo che non risultavano attive le sale parto e la piscina quindi la situazione "temporanea" permaneva, dopo nove mesi dall'inaugurazione, e cinque mesi dalla prima risposta. A settembre all'ennesima denuncia, si seppe che a novembre tutto si sarebbe inaugurato e l'assessore Cioni aggiunse “se non sarà aperta andranno accertate le responsabilità di chi non l'ha avviata». (fn)

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